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12 marzo 2015

INDIA, VIAGGIO DI SOLA ANDATA

Potrebbe non bastare una vita intera per descrivere questo viaggio. La malizia vitale, lo sporco che purifica, la guarigione che alleggerisce. L'allentarsi, timido, delle maglie. La saggezza che ho respirato negli occhi delle persone che laggiù ti guardano e ti vedono davvero. L'ego che, giorno dopo giorno, beneficia di mortificazioni costanti.
Un misterioso senso di fragile immunità. Lo scetticismo che latita. La lacerante e gioiosa intensità che mi ha sciolto il cuore.
L'istintualità, il divino. Una luminosità che spoglia. Quel senso di pace e di comunione che ti fa sentire una compiuta parte del tutto in divenire, momento dopo momento. Traboccante, persino.

Ho paura di perdere questa chiarezza, perché già so, già sento che - umanamente - l'ho appena sfiorata, la sto perdendo, la perderò, per poi tendere e tendere e ritendere a ritrovarla, e ritrovarla ancora. Intanto... GRAZIE INDIA. GRAZIE VITA.

ॐ शान्तिः 





24 settembre 2013

Vi racconto che cos'è il canyoning


Il canyoning in italiano viene tradotto come torrentismo e consiste in un'avventura in piena regola in mezzo alla natura! Non sono previste canoe e gommoni, il torrente si percorre a piedi, o a nuoto, seguendo il corso dell'acqua e superando salti di roccia, scivoli naturali, corridoi allagati e piccoli laghetti. La parte più divertente consiste nell'affrontare eventuali cascate, dalle quali occorre calarsi con una corda, come nell'arrampicata.

Per saperne di più trovate il foto reportage e il racconto dell'esperienza sul blog La Girandola

Se volete seguire le avventure che descrivo in quello spazio potete mettere un bel "mi piace" sulla pagina Facebook. Grazie!

31 luglio 2013

DECANTAZIONE EMO-PROFESSIONALE

Bambini della comunità Garifuna di Placencia, Belize - photo by Cristina Favento

Era da un po' che stavo metabolizzando questo viaggio, non me ne vogliano male gli impazienti. Un po' perché ci sono state tante belle novità lavorative nella mia vita, un po' perché sentivo il bisogno di lasciar sedimentare...
Spesso nel mio lavoro è tutto immediato, real time. I viaggi e gli articoli si susseguono incalzanti, e mi ritrovo a passare, con il corpo e con la mente, da metropoli frenetiche a oasi naturali, da immersioni senza scudi in un turbinio di volti e lingue e incontri, all'isolamento che richiede la scrittura. E se una cosa non la butti fuori subito - in immagini, in parole, in indirizzi e link consigliati qua e là che lascino traccia di un percorso, in fugaci impressioni appuntate come post it in questo e altri blog - pare quasi che scada, che scompaia inghiottita dalle sabbie mobili del Panta Rei.

Mi piace questo aspetto del mio lavoro. Induce a un ritmo sincopato di vita che mi regala un'intensità appassionante, che mi rapisce ogni volta, per riscattarmi piena di vibrazioni profonde. Per quanto ami questa vita, però, a volte i pressing produttivi - che non hanno la fisionomia di un volto ben delineato, è una pressione che sento arrivare dalla rapidità folle a cui va il mondo e che cerco di contrastare supportando e partecipando alle tutte le benedette iniziative slow che mi posso permettere - generano una sorta di ribellione intima. 

Forse il volto è quello del consumismo, della sete umana di velocità, di notizie, di condivisione, forse è l'inquietudine esistenziale di Pessoa o Chatwin. Poco importa. Prima o poi il senso di ribellione arriva.
E la mia rivendicazione di un diritto alla lentezza prende magari la forma di un silenzio professionale, come in questo caso. Un silenzio che, solo dopo una sana decantazione emotiva, può finalmente, pian piano, ritrovare una qualche voce...


testi e foto di Cristina Favento, 
articolo pubblicato in Girandola Errante, Blogautore del Piccolo su Repubblica.it

17 luglio 2013

GIù GIù GIù, nelle viscere della Terra

Laddove scorre il Timavo, nella viscere del Carso triestino: ecco la prossima avventura che vi racconterò, se domani ne riemergo viva..