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22 marzo 2014

#MuseumWeek: i musei europei cinguettano in coro, dal 24 al 30 marzo 2014

Anche alcune istituzioni italiane partecipano alla prima settimana dei musei su Twitter


“I social network possono promuovere l’arte in molti modi. Creando dibattito e discussione intorno alla cultura, permettendoci di condividere la memoria storica o anche solo le nostre opinioni in materia”. È l'opinione - sostenuta anche da chi qui scrive - di Jesse Ringham, digital communications manager della Tate Gallery di Londra.

Questa volta, in particolare, la promozione passerà - dal 24 al 30 marzo 2014 - attraverso i cinguettii, intonati sull'hashtag #MuseumWeek.  Le istituzioni legate alla cultura si stanno insomma attivando sempre più, per meglio sfruttare il mezzo e imparare a cinguettare all'unisono, insieme agli altri. 

I musei europei si tuffano finalmente nel social digitale e scendono "in piazza" - nella multiforme piazza pubblica di Twitter, dove qualsiasi utente trova il proprio spazio per esprimersi e ha la possibilità di rivolgersi direttamente a chi condivide i suoi stessi interessi - per provare a dar vita a un’esperienza unica e coinvolgente, dedicata agli appassionati d’arte provenienti da tutto il mondo.

L'iniziativa ha proprio lo scopo di far "dialogare" le persone direttamente con le strutture museali, con le opere d’arte, con la storia e le scienze, in un modo nuovo e interattivo, consentendo un contatto con alcuni fra i principali musei d’Europa e con le persone che gestiscono e stanno dietro a queste realtà. 

Oltre a interagire e coinvolgere i follower, la #MuseumWeek fornirà alle istituzioni partecipanti tutti gli strumenti necessari per raggiungere un nuovo pubblico e prendere parte a una conversazione ben più ampia.

La settimana si articolerà in diverse giornate a tema finalizzate a indirizzare la conversazione, che tutti saranno in grado di seguire appunto attraverso l’hashtag #MuseumWeek.

Fra i musei coinvolti a livello europeo, la Tate Modern Gallery (@Tate), Leeds Cultural Institutions (@LeedsMuseums), il Museo del Louvre (@MuseeLouvre), il Museo d’Orsay (@MuseeOrsay), il Chateau de Verasailles (@CVersailles), il Museo del Prado (@museodelprado), la Fundación Dalí (@MuseuDali), Museo Picasso (mPICASSOm) e il Reina Sofía (@museoreinasofia).


In Italia parteciperanno al lancio dell’iniziativa diversi musei tra cui il Sistema Museale di Roma Capitale (@museiincomune), il Museo del Novecento (@museodel900), Palazzo Madama di Torino (@palazzomadamato) e il Museo delle Scienze di Trento (@MUSE_Trento).

Dichiara Elisa Tessaro, la referente web e nuovi media di quest'ultimo: “Twitter è un potentissimo strumento di propagazione dell’informazione, di definizione del proprio tono di voce e della propria identità. Assieme agli altri social media, può contribuire a creare comunità motivate e affini al mondo e al linguaggio dell’istituzione museale".

Buona arte a tutti!

Cristina Favento


L’elenco completo della #MuseumWeek: https://discover.twitter.com/arts/museumweek

04 marzo 2014

#THEGREATBEAUTY and #ITisME

#TheGreatBeauty in Italy is everywhere! #Trieste by +Cristina F 

Continuano i miei esperimenti social e mi sento come una bambina felice. Ve ne parlo così, senza strutturare troppo i contenuti perché altrimenti il tempo diventa tiranno e non riesco mai a postare tanto quanto vorrei...

Sabato si è cinguettato tra "puntini", sostenitori sciolti di una nuova era della promozione turistica, per un'Italia che sul turismo possa contare, di più, anche domani. Trattasi di un'ostinata pulsione costruttiva che sta, mortificata ma inestirpabile, sempre lì. Si ripropone, come un rigurgito d'ottimismo nonostante tutto ciò che tocca ingoiare ("ma ve ne siete inventati 'naltra? cos'è mo' sto destinescion branning?").

Una ventata d'innovazione, che circola ancora, sospesa nell'aria, e che ogni tanto si "concretizza" in un trend topic o in un viral sharing. E' lì, che volteggia, tra Basilicata e Sardegna, tra Liguria e Friuli Venezia Giulia...

A inizio dicembre 2013 era concentrata nei pressi di Firenze, proprio sopra la Fortezza da Basso. E da allora, da quell'epico BTO - che, ahimé, mi sono persa! - ha ricevuto anche un nome: #ITisME.

Un hashtag che ha - potenzialmente - oltre 60milioni di volti; accoglienza e parlate diverse; residenza in ogni Regione dello Stivale, paradisiache isole comprese.
Un nome sussurrato, esposto, cinguettato da tante, tantissime singole "voci" che, incanalate insieme da alcune/i appassionate/i soprano e tenori, oggi sono diventate un potente e polifonico coro di immagini.

Diretto anche lui da Sorrentino, inconsapevolmente. Evviva "La Grande Bellezza" dunque, nonostante il film non mi abbia convinta, e comunque non più del meraviglioso "Il sospetto" (chiedo venia al Maestro e all'orgoglio nazionale per questo!).

Evviva perché, oltre appunto a una - purtroppo sempre più rara - occasione di orgoglio nazionale, il film ci ha offerto un palcoscenico internazionale. Per intonare che "#TheGreatBeauty in Italy is everywhere" e sondare la nostra potenza vocale. Per meravigliarci anche, perché a volte ce lo scordiamo quanta grazia davvero c'è nel nostro, di fatto, Belpaese. Per divertirci, infine, come non mi succedeva dai tempi di #barcolanalive.

Cari "puntini" italiani, buona notte, che sia generosa di sogni immaginifici e... belli.

Cristina Favento

16 ottobre 2013

Travel Blogger Destination Italy a Rimini


Domani si parte per una nuova avventura social. Una partenza last minute non prevista ma gradita. Vado al TBDI - ovvero al Travel Blogger Destination Italy - alla Fiera del Turismo di Rimini organizzata come ogni anno dal TTG.
Sono contenta di reincontrare vecchie e nuove conoscenze. Curiosa di sentire che cosa ci racconteranno e di sbirciare, in veste diversa questa volta (mi pare quasi di esser in incognita!), le mosse del mercato turistico verso i blogger emergenti.. Rimini, a noi due!

15 ottobre 2013

Barcolana Live e Trieste social, hashtag e trending topic, ovvero di come sto familiarizzando con Twitter


Della Barcolana parlano le immagini che ho già postato sul blog La Girandola. Volevo invece condividere la bella esperienza social fatta insieme al simpatico gruppo di blogger, tweettatori e fotografi riunitisi qui a Trieste negli scorsi giorni. Tra questi - ne nomino solo alcuni - la bella Mafe, il signor Insopportabile, la dolce Tazzina di, la spassosa Paola Faravelli, l'irresistibile Rocco e Gallizio, che un giorno mi spiegherà cosa ci fa tra i suoi follower Barack Obama...
Tutti pronti a cinguettare al motto di #BarcolanaLIVE! E l’hashtag ufficiale del progetto ieri è entrato nei trending topic di Twitter, ovvero tra le dieci parole o frasi più utilizzate sulla piattaforma. 

A innescare la vivace operazione comunicativa in occasione della regata è stato Turismo FVG, in collaborazione con #TriesteSocial e la community di instagramer del Friuli Venezia Giulia. Trieste e la Barcolana si sono così conquistate una notevole visibilità, veleggiando col vento in poppa - si fa per dire, dal momento che nella competizione vera è mancato completamente - tra i temi caldi e più chiacchierati di due social network popolarissimi. 

Dico due perché anche su Instagram si sono scatenati alcuni partecipanti al blog tour: gli “igers” e i blogger presenti in città hanno postato oltre 900 foto con dei picchi di popolarità registrati da vere e proprie personalità della rete. Come l’instagramer spagnolo Oliver Vegas, che con un’immagine della Grotta Gigante in notturna ha raggiunto in breve tempo quasi 14 mila “like”. 

Nei pochi momenti che sono riuscita a condividere con i miei colleghi comunicatori, era un po' come essere in gita scolastica alle superiori. Strana sensazione sentirsi parte (piccolissimissima parte, accanto a social-comunicatori ben più talentuosi ed esperti di me!) di questo tipo di azione mediatica: collettiva, veloce, interattiva in maniera diversa da come lo possono essere la carta, un blog o una pagina Facebook. Come passare dal bidimensionale al 3D insomma (anche se non sopporto gli occhialini che ti danno al cinema, così come non amo l'idea di twittare continuamente - del resto nessuno te lo chiede..).

E' stata una bella esperienza, stimolante. Soprattutto - potrebbe sembrare un paradosso ma così non è - nell'interazione reale, faccia a faccia, umanissima. Dall'attimo in cui incontri per la prima volta in carne e ossa qualcuno che "conosci già" (perché in rete se "frequenti" qualcuno, in qualche modo lo conosci già), al momento in cui trasformi la realtà che vivi in un distillato di racconto in 140 caratteri, mi è sembrato che Twitter fosse solo un breve inter-mezzo. Un potente strumento di comunicazione e riflessione (potenzialmente), ma pur sempre un piccolo sofisticato gioco, al quale ti dedichi tra uno starnuto e una cena. Un gioco che ti riesce o meno soprattutto in base a ciò che fai e sei nel resto del tempo. 

E mi è venuto in mente quel genio di David di Tivoli quando dice "in fondo Twitter è riuscito nella missione più difficile: far apprezzare ai suoi utenti i semafori rossi".

Alla prossima avventura social, se avrete voglia di seguirla mentre aspettate il verde...