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11 marzo 2014

Come ti divento un'esperta sugli scenari social (forse)


Derrick de Kerckhove, Paul Greenberg e José Luiz Moutinho. Ecco i tre guru che vado a sentire domani a Milano. Eh già, continuano le mie incursioni social per cercare di orientarmi in questo strano mondo che cambia così in fretta. E stavolta la bussola è quella di CrowdM, innovativa società di comunicazione lombardo triestina (un po' come me..) che organizza l'evento. Un'azienda di media strategist e copywriter, che si muove con disinvoltura tra marketing, organizzazione di eventi e PR, costituita da un team digital e molto social

Si chiama appunto Social brunch “Taste the Gurus” l'incontro (a numero chiuso e a pagamento: è necessaria una preiscrizione) che si terrà domattina al Museo della Scienza e della Tecnologia, occasione di formazione e informazione su nuove tendenze, tecnologie e relativi risvolti. Commerciali, sociali, scientifici, comunicativi, urbanistici... e chi più ne ha, più ne twitti, clicchi, linki e followi. 

I tre interventi saranno mirati e complementari, dalle 9 del mattino alle 13, intervallati da una pausa caffè e conclusi col famoso bruch, di cui sopra. A moderare incontri e dibattivo finale ci sarà Silvia Vianello, Consulente di Marketing Strategico, Docente presso SDA Bocconi e presentatrice TV.

Derrick De Kerckhove, allievo di Marshall McLuhan tra i più celebri studiosi della rete, aprirà il workshop con “La condizione digitale e il suo impatto sul mercato”, lecture in cui approfondirà il quadro dal punto di vista sociologico. 

Paul Greenberg, autore della bibbia del Customer relationship management (“CRM at the Speed of Light”, ancora non tradotto in italiano ma testo cult in mezzo mondo, già adottato da oltre 70 università nei diversi continenti..), ci parlerà invece di “Customer engagement, Digital Transformation and the Contemporary Buyer: 2014”, utile soprattutto a chi è interessato a interpretare e trarre vantaggio dalle informazioni provenienti dai canali sociali. 

L'esperto di smart cities e consulente digital di società multinazionali José Luis Moutinho, infine, si concentrerà su “The Social Life of Virtual Networks: what happens if…”, con focus sul binomio reale/virtuale, approfondito attraverso l'analisi di alcuni casi concreti. 

Ecco, più o meno credo di avervi detto tutto. Io intanto vado, poi, al più presto – sperando di essere preparata abbastanza per seguire i loro discorsi sullo sviluppo dello scenario social - vi racconto che cosa dicono i guru... 

Stay tuned! 

Cristina Favento

Per ulteriori info: www.crowdm.com

09 febbraio 2013

APERITIVO A MILANO: CIU'S BAR BOCCIATO :(

Continuano le mie spedizioni milanesi per realizzare la mia prossima guida sugli aperitivi nella capitale lombarda. Stasera sono stata in uno dei locali che più volte ho trovato menzionati in vari siti, recensioni e anche su Trip Advisor: Ciu's bar, in via Gaspare Spontini 6 (zona Buenos Aires, vicino alla metro Lima).

L'ambiente caldo e legnoso non era male. Il locale lungo e stretto era pieno di studenti. Non essendoci tavoli liberi dentro, ci hanno fatti accomodare nella zona riscaldata per fumatori (io non lo sono) nel tendone esterno. I camerieri sono stati cortesi.
La birra che ho ordinato non mi ha fatto impazzire, pareva un po' annacquata, ma direi senza infamia né lode. Il cocktail analcolico del mio amico, a detta sua, non era dei migliori ma neppure così male.

Avevo letto che c'era sempre una ressa e si facevano lunghe file per arrivare al buffet, invece questo tipo di problema non c'è stato e, sebbene nell'area affumicata, abbiamo appunto trovato anche un tavolo libero (arrivando alle 20 circa non lo davamo per scontato). 
Per le pietanze c'erano due "postazioni" buffet self service su dei tavoli all'interno, all'ingresso e in fondo al lungo salone centrale. Logisiticamente quindi non mi pareva scomodo, né ho aspettato a lungo in coda, anzi.
Anche sulle quantità niente da ridire. Nonostante il locale fosse pieno di gente, certamente non mancava da mangiare: c'erano molti vassoi con insalate varie, paste, qualche secondo e addirittura un dolce. Erano spesso sostituiti da nuovi vassoi man mano che il contenuto veniva consumato. Così è stato fin dopo le 21 sicuramente, penso anche più tardi.
Devo però bocciare il locale per la bassa (forse dovrei dire 'mancata'..) qualità di tutto o quasi ciò che ho assaggiato. E visto che avevo un discreto appetito, inizialmente non mi sono risparmiata innumerevoli tentativi fiduciosi. Puntualmente però delusi perché il cibo era davvero dozzinale, preparato "al chilo". Non dico che fosse tutto, proprio tutto pessimo, spuntando bene qua e là delle cose mangiabili le ho trovare (olive, sedano, mozzarella, una pasta con le vongole presto esaurita). Il problema, oltre alla scarsità delle suddette, è che prima di trovarle ho dovuto ingurgitare dei miscugli che lasciavano piuttosto a desiderare, finché mi è proprio passata la voglia di assaggiare. Dopo tre olive e qualche forchettata di sedano, mi sono lasciata vincere da un fisiologico senso di rifiuto...
Lo stesso è successo ai due amici che erano con me. Entrambi hanno concordato sul fatto che la qualità del cibo lasciasse alquanto a desiderare.

Capisco che per 9 euro (che comunque non sono nemmeno pochissimi, ci sono posti più economici dove la qualità è migliore) non ti possano servire caviale all'ingrosso però i piatti provati mi sembravano dei rimpasti, con ingredienti piuttosto scadenti, per lo più scotti e dal gusto dubbio...
Onestamente preferisco un posto dove ti danno meno varietà e quantità, ma una qualità che almeno raggiunga la sufficienza!
Insomma, non mi fa piacere dare un "pollice in giù" a un locale ma credo ci sia di meglio in giro come rapporto qualità prezzo...

PS. Se avete suggerimenti in tal senso, sono tutta occhi!