16 luglio 2013
IL MANIFESTO DEL TURISMO RESPONSABILE
Lo trovate nel blog della Girandola Errante, buona lettura!
Leggi IL MANIFESTO DEL TURISMO RESPONSABILE
15 luglio 2013
I loro desideri hanno la forma delle nuvole
cuori leggeri, s´allontanano come palloni,
al loro destino mai cercano di sfuggire,
e, senza sapere perché, sempre dicono: Andiamo!
I loro desideri hanno la forma delle nuvole,
e, come un coscritto sogna il cannone,
sognano voluttà vaste, ignote, mutevoli
di cui lo spirito umano non conosce il nome!
Povero innamorato di terre chimeriche!
Bisognerà incatenarti e buttarti a mare,
marinaio ubriaco, scopritore d´Americhe
il cui miraggio fa l´abisso più amaro?
Così il vecchio vagabondo cammina nel fango
sognando paradisi sfavillanti col naso in aria;
il suo sguardo stregato scopre una Capua
ovunque una candela illumini una topaia.
Charles Baudelaire, Il viaggio
14 luglio 2013
13 luglio 2013
VOGLIA DI PARTIRE PER L'ALTRO CAPO DEL MONDO...
Meno male che esistono i Led Zeppeling, buon ascolto di Stairway to Heaven
12 luglio 2013
CARI LADRI DI BICICLETTE
Cari ladri di biciclette,
il mio disprezzo per voi è pari soltanto a quello che provo verso qualche politico palesemente in cattiva fede.
Mi hanno rubato tante cose nella mia vita. Da vil denari al cellulare con tutti i numeri dentro. Non mi è mai interessato più di tanto. Stavolta, ed è purtroppo la quarta che succede!, è diverso. Non riesco proprio a non essere incazzata perché è una sorte troppo ingiusta e sistematica quella che tocca a chi cerca di muoversi in un centro urbano con un mezzo che non inquini, non consumi, eccetera, eccetera.
Rubare la bici di chi la usa come mezzo di spostamento ha un valore diverso, insulta anche un valore altro - simbolico - rispetto al possesso.
Il mal comune, in questo caso, ovvero la consapevolezza che una buona percentuale di amici e conoscenti abbia subito e continui a subire la stessa sorte, mi fa incazzare ancora di più.
Solo per De Sica, in questo momento, riesco a provare empatia, ma non so quanto mi senta o meno consolata dal suo capolavoro cinematografico, anzi.
Una pedona che fino a ieri era spesso felice di esserlo per scelta, non per carenza
il mio disprezzo per voi è pari soltanto a quello che provo verso qualche politico palesemente in cattiva fede.
Mi hanno rubato tante cose nella mia vita. Da vil denari al cellulare con tutti i numeri dentro. Non mi è mai interessato più di tanto. Stavolta, ed è purtroppo la quarta che succede!, è diverso. Non riesco proprio a non essere incazzata perché è una sorte troppo ingiusta e sistematica quella che tocca a chi cerca di muoversi in un centro urbano con un mezzo che non inquini, non consumi, eccetera, eccetera.
Rubare la bici di chi la usa come mezzo di spostamento ha un valore diverso, insulta anche un valore altro - simbolico - rispetto al possesso.
Il mal comune, in questo caso, ovvero la consapevolezza che una buona percentuale di amici e conoscenti abbia subito e continui a subire la stessa sorte, mi fa incazzare ancora di più.
Solo per De Sica, in questo momento, riesco a provare empatia, ma non so quanto mi senta o meno consolata dal suo capolavoro cinematografico, anzi.
Una pedona che fino a ieri era spesso felice di esserlo per scelta, non per carenza
11 luglio 2013
La battaglia dei fiori di Valencia
L'evento spagnolo, inserito nella più ampia manifestazione della Feria de Julio, è folcloristico e divertente: oggi ve lo racconto nella rubrica di viaggio Weekend, sulle pagine del quotidiano Il Piccolo, e prossimamente l'articolo sarà anche sul blog della Girandola.
Nel frattempo vi posto, per gentile concessione di Turismo Valencia, la mia foto preferita ever della manifestazione.
Cristina Favento
Nel frattempo vi posto, per gentile concessione di Turismo Valencia, la mia foto preferita ever della manifestazione.
Cristina Favento
09 luglio 2013
COME SCONFIGGERE IL BUROCRATESE
"Cos’è in fondo il burocratese se non un’arma brandeggiata per disorientare e intimorire il malcapitato alle prese con l’astrusa macchina della Pubblica Amministrazione? Perché davanti al burocrate non sei mai cittadino bensì suddito, al suo cospetto ogni tua argomentazione è sempre ultronea. Se non capisci è perché c’è la postilla attergata, e se insisti lui continua a opporre diniego. L’ANTIBUROCRATESE è una nuova rubrica dell’Osservatorio di Lingua Italiana Zanichelli. Analizza esempi di italiano burocratico proponendone una riscrittura chiara, comprensibile, elegante. È un dizionario online gratuito, sempre aggiornato, che – a differenza di iniziative analoghe – allega le prove del misfatto lessicologico. Perché parlar chiaro è un dovere morale".
Grazie a Emilio Piano ho scoperto questo bel post di Pino Bruno. Buona lettura
08 luglio 2013
Next step
Qualcosa mi dice che, forse, presto potrei anche raccontarvi qualcosa sul Montenegro..
05 luglio 2013
FILMING A COAST BORDER THAT DOESN'T EXIST ANYMORE...
SAILING (AND FILMING) FROM UMAG TO TRIESTE.
C'è questo personaggio, Vlatko, un uomo massiccio, dall'aria gioviale, appassionato di vela e di cinema. Non proprio di cinema, anzi, quanto piuttosto di documentari naturalisitci. Direi quasi che ha l'animo metodico e paziente di un bibliotecario: la sua passione è registrare in immagini tutta quella lunghissima e frastagliata costa dove s'infrange il moto ondoso dell'Adriatico. Un po' come fosse una sorta di Google, però Coast anziché Street.
Per mesi e mesi, a sue spese, Vlatko ha circumnavigato caparbiamente isola dopo isola, realizzando ore e ore di girato. Fino a ieri, le riprese le ha sempre fatte nelle coste del suo Paese, la Croazia, che dal 1 luglio di quest'anno è diventato ufficialmente Europa. E finalmente, ora, può sconfinare.
Lo farà domani, partendo da Umago per arrivare in barca a vela fino a Trieste, e io sarò con lui, per raccontarvi come va a finire questa storia..
02 luglio 2013
NON CHIEDERE LA DESTINAZIONE
“Caro lettore, alla fine della mia Odissea, dopo aver ucciso tutti i Proci, Ulisse lascia Penelope e parte di nuovo. Perché lo fa? Perché Ulisse non è un personaggio ma è una mania. Una mania che costringe l'uomo a partire. Sempre. Una mania che alcuni hanno e altri no. Se anche tu ce l'hai, sappi che nel porto c'è una nave che ti aspetta. Non preoccuparti per la valigia. Non chiedere il prezzo del biglietto. Non chiedere la destinazione. L'importante è partire.”
Nessuno, Luciano De Crescenzo
Ringrazio Viaggi e Miraggi, la rete del turismo responsabile, nella cui newsletter ho trovato la sopracitata perla
01 luglio 2013
SURFIN' USA? IMPARARE LE LINGUE NELLE SPIAGGE DEI SURFISTI
Per saperne di più: leggi l'articolo della Girandola.
27 giugno 2013
24 giugno 2013
HAPPY BIRTHDAY TO ME :)
One of my favorite songs ever
22 giugno 2013
21 giugno 2013
È NATO UN FRATELLINO!
Da qualche giorno questo blog ha un fratellino, giornalisticamente più istituzionale, se così si può dire. Nato nella nobile famiglia dei "blogautore" di Repubblica.it, a breve sarà ospitato anche nella homepage del quotidiano Il Piccolo.
Per ora posso darvi solo un piccolo assaggio (leggi: work in progress), ma intanto vi presento le intenzioni programmatiche della GIRANDOLA ERRANTE!
di Cristina Favento
Per ora posso darvi solo un piccolo assaggio (leggi: work in progress), ma intanto vi presento le intenzioni programmatiche della GIRANDOLA ERRANTE!
di Cristina Favento
FLUSSI ESISTENZIALI
Norman O. Brown, filosofo
20 giugno 2013
IL LATO BELLO DEL MIO LAVORO...
![]() |
| Spa Lepa Vida, Parco Naturale di Sicciole, Slovenia. Photo copyright Cristina Favento |
18 giugno 2013
IL DIZIONARIO DEI LUOGHI COMUNI
Bionde: più calde delle brune
Brune: più calde delle bionde
Lord: inglese ricco
Godimento: parola oscena
Falsari: lavorano sempre nei sotterranei
Freddo: più sano del caldo
Gentiluomo: non ce n'è più
Ottimista: equivalente di idiota
Umidità: causa di tutte le malattie
Monopolio: inveire contro
Iliade: sempre seguito da "Odissea"
Contralto: non si sa che cosa sia
Ispirazione poetica: cose che la provocano: la vista del mare, l'amore, le donne, eccetera.
Partorito con feroce ironia da Gustave Flaubert nella seconda metà del XIX secolo, Il dizionario dei luoghi comuni è un volumetto spaventosamente attuale. Non tanto, o non soltanto, per il vero e proprio (e spassoso) elenco stilato dall'autore, quanto soprattutto per l'idea di fondo che ne ha guidato la compilazione. Ciò che formalmente appare una lista di parole con definizioni, commenti e "pensieri fatti" più comuni all'epoca, nella sostanza è un ritratto dello "stupido" flaubertiano. Inteso soprattutto come conformista e poco dotato di indipendenza di pensiero, pigro culturalmente e un po' codardo, incapace di correre il rischio della diversità.
Nella prefazione di una delle ultime riedizioni del volumetto, scrive Michele Serra a proposito di questo umano prototipico per eccellenza: "E' il ripetitore convinto, entusiasta, di ciò che è già stato detto, che non è pensato e definito secondo i crismi del giudizio personale o dell'esperienza, ma solamente per poter stare rispettabilmente in società con la inoffensiva cordialità delle opinioni condivise. Meglio: delle parole condivise, quelle che producono il suono confortante del già udito".
Una lettura è d'obbligo, se non altro per precauzione. "Bisognerebbe che in tutto il libro non ci fosse una parola mia - scriveva l'autore a una confidente - e che, una volta letto il dizionario, non si osasse più parlare, per paura di dire spontaneamente una delle frasi che vi si trovano".
Brune: più calde delle bionde
Lord: inglese ricco
Godimento: parola oscena
Falsari: lavorano sempre nei sotterranei
Freddo: più sano del caldo
Gentiluomo: non ce n'è più
Ottimista: equivalente di idiota
Umidità: causa di tutte le malattie
Monopolio: inveire contro
Iliade: sempre seguito da "Odissea"
Contralto: non si sa che cosa sia
Ispirazione poetica: cose che la provocano: la vista del mare, l'amore, le donne, eccetera.
Partorito con feroce ironia da Gustave Flaubert nella seconda metà del XIX secolo, Il dizionario dei luoghi comuni è un volumetto spaventosamente attuale. Non tanto, o non soltanto, per il vero e proprio (e spassoso) elenco stilato dall'autore, quanto soprattutto per l'idea di fondo che ne ha guidato la compilazione. Ciò che formalmente appare una lista di parole con definizioni, commenti e "pensieri fatti" più comuni all'epoca, nella sostanza è un ritratto dello "stupido" flaubertiano. Inteso soprattutto come conformista e poco dotato di indipendenza di pensiero, pigro culturalmente e un po' codardo, incapace di correre il rischio della diversità.
Nella prefazione di una delle ultime riedizioni del volumetto, scrive Michele Serra a proposito di questo umano prototipico per eccellenza: "E' il ripetitore convinto, entusiasta, di ciò che è già stato detto, che non è pensato e definito secondo i crismi del giudizio personale o dell'esperienza, ma solamente per poter stare rispettabilmente in società con la inoffensiva cordialità delle opinioni condivise. Meglio: delle parole condivise, quelle che producono il suono confortante del già udito".
Una lettura è d'obbligo, se non altro per precauzione. "Bisognerebbe che in tutto il libro non ci fosse una parola mia - scriveva l'autore a una confidente - e che, una volta letto il dizionario, non si osasse più parlare, per paura di dire spontaneamente una delle frasi che vi si trovano".
16 giugno 2013
INNO ALLA FATICA FELICE
Dopo tre giorni di outdoor nella splendida Val Gardena, rientro a casa contenta come non mi capitava da tempo. Ho provato le mie prime arrampicate su roccia ed è stata un'esperienza emozionante. Il contesto, l'ospitalità e la compagnia sono stati dei più piacevoli, ed è bello provare adesso questa stanchezza così sana e gratificante.
La foto che ho postato è un poco scura e non si vede bene l'espressione (a breve ve ne metto una della discesa su corda da 10 metri, sospesa sul vuoto), però vi assicuro che ero molto sorridente (quasi al pari di una pellegrinata di più giorni). E un po' incredula per aver davvero raggiunto la cima, dopo esser partita con l'idea che ci provavo tanto per, arrivando fin dove ce la facevo, perché mi pareva al di sopra delle mie possibilità fisiche. E invece!
La simpatica guida alpina che ci ha guidati oggi ha detto che come livello era un quinto ma probabilmente mi stava prendendo in giro. La parete era difficile per me, alla prima vera esperienza, ma per un arrampicatore esperto credo si tratti di una mezza passeggiata. In ogni caso poco conta di fronte alla tangibile gioia che provo dopo questo bel weekend di fatica.
15 giugno 2013
ALLE PENDICI DEL SASSOLUNGO
Oggi abbiamo fatto un bel percorso a piedi arrivando da Selva fino alle pendici del Sassolungo, con tappa pranzo al rifugio Comici. Tappa meritatissima. Tutto davvero molto buono (in particolare tortelloni ricotta e spinaci e canederli con salsina al porro!), con gran finale di dolci da ricordare (buonissimi lo strudel alle prugne e la mousse allo yogurt con frutti di bosco). Meno male che camminando qualche caloria almeno l'abbiamo ammortizzata...
E poi via a fare il tifo per i boulderisti impegnati nel Salewa Rockshow nella Valle dei Sassi. Che meraviglia l'affiatamento dei giovanissimi sportivi e il forte spirito di solidarietà di gruppo. A vincere è stata Matilde, la più piccola dei partecipanti (soli tredici anni!), praticamente una mascotte, ma con grinta viva.
E lì, attorno a noi, le vette dell'anfiteatro dolomitico a fare da spettatrici.
E poi via a fare il tifo per i boulderisti impegnati nel Salewa Rockshow nella Valle dei Sassi. Che meraviglia l'affiatamento dei giovanissimi sportivi e il forte spirito di solidarietà di gruppo. A vincere è stata Matilde, la più piccola dei partecipanti (soli tredici anni!), praticamente una mascotte, ma con grinta viva.
E lì, attorno a noi, le vette dell'anfiteatro dolomitico a fare da spettatrici.
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