22 ottobre 2013
16 ottobre 2013
Travel Blogger Destination Italy a Rimini
Domani si parte per una nuova avventura social. Una partenza last minute non prevista ma gradita. Vado al TBDI - ovvero al Travel Blogger Destination Italy - alla Fiera del Turismo di Rimini organizzata come ogni anno dal TTG.
Sono contenta di reincontrare vecchie e nuove conoscenze. Curiosa di sentire che cosa ci racconteranno e di sbirciare, in veste diversa questa volta (mi pare quasi di esser in incognita!), le mosse del mercato turistico verso i blogger emergenti.. Rimini, a noi due!
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15 ottobre 2013
Barcolana Live e Trieste social, hashtag e trending topic, ovvero di come sto familiarizzando con Twitter
Della Barcolana parlano le immagini che ho già postato sul blog La Girandola. Volevo invece condividere la bella esperienza social fatta insieme al simpatico gruppo di blogger, tweettatori e fotografi riunitisi qui a Trieste negli scorsi giorni. Tra questi - ne nomino solo alcuni - la bella Mafe, il signor Insopportabile, la dolce Tazzina di, la spassosa Paola Faravelli, l'irresistibile Rocco e Gallizio, che un giorno mi spiegherà cosa ci fa tra i suoi follower Barack Obama...
Tutti pronti a cinguettare al motto di #BarcolanaLIVE! E l’hashtag ufficiale del progetto ieri è entrato nei trending topic di Twitter, ovvero tra le dieci parole o frasi più utilizzate sulla piattaforma.
A innescare la vivace operazione comunicativa in occasione della regata è stato Turismo FVG, in collaborazione con #TriesteSocial e la community di instagramer del Friuli Venezia Giulia. Trieste e la Barcolana si sono così conquistate una notevole visibilità, veleggiando col vento in poppa - si fa per dire, dal momento che nella competizione vera è mancato completamente - tra i temi caldi e più chiacchierati di due social network popolarissimi.
Dico due perché anche su Instagram si sono scatenati alcuni partecipanti al blog tour: gli “igers” e i blogger presenti in città hanno postato oltre 900 foto con dei picchi di popolarità registrati da vere e proprie personalità della rete. Come l’instagramer spagnolo Oliver Vegas, che con un’immagine della Grotta Gigante in notturna ha raggiunto in breve tempo quasi 14 mila “like”.
Nei pochi momenti che sono riuscita a condividere con i miei colleghi comunicatori, era un po' come essere in gita scolastica alle superiori. Strana sensazione sentirsi parte (piccolissimissima parte, accanto a social-comunicatori ben più talentuosi ed esperti di me!) di questo tipo di azione mediatica: collettiva, veloce, interattiva in maniera diversa da come lo possono essere la carta, un blog o una pagina Facebook. Come passare dal bidimensionale al 3D insomma (anche se non sopporto gli occhialini che ti danno al cinema, così come non amo l'idea di twittare continuamente - del resto nessuno te lo chiede..).
E' stata una bella esperienza, stimolante. Soprattutto - potrebbe sembrare un paradosso ma così non è - nell'interazione reale, faccia a faccia, umanissima. Dall'attimo in cui incontri per la prima volta in carne e ossa qualcuno che "conosci già" (perché in rete se "frequenti" qualcuno, in qualche modo lo conosci già), al momento in cui trasformi la realtà che vivi in un distillato di racconto in 140 caratteri, mi è sembrato che Twitter fosse solo un breve inter-mezzo. Un potente strumento di comunicazione e riflessione (potenzialmente), ma pur sempre un piccolo sofisticato gioco, al quale ti dedichi tra uno starnuto e una cena. Un gioco che ti riesce o meno soprattutto in base a ciò che fai e sei nel resto del tempo.
E mi è venuto in mente quel genio di David di Tivoli quando dice "in fondo Twitter è riuscito nella missione più difficile: far apprezzare ai suoi utenti i semafori rossi".
Alla prossima avventura social, se avrete voglia di seguirla mentre aspettate il verde...
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01 ottobre 2013
Dalla polemica alla costruzione. Lettera di Dario Fo a Guido Barilla su Change.org
Sebbene stanca ormai della polemica che imperversa in questi giorni sulle dichiarazioni di Barilla e poco propensa a prendervi parte, vi propongo la lettera scritta da Dario Fo su Change.org perché è un modello di come vorrei sempre essere capace di risolvere (così come vorrei che anche gli altri fossero altrettanto capaci di farlo) le situazioni di criticità.
Ovvero proponendo dei modi per superare lo status quo che produce sterili polemiche, passando finalmente alla costruzione di un nuovo presente, che affronti e risolva i nodi venuti al pettine. Dario Fo in questa situazione lo fa, con chiarezza e intelligenza, chiamando in causa - giustamente - l'immagine di un intero Paese che in passato ha avuto un ruolo di primo piano nella creazione di un immaginario collettivo non solo italiano. Lo fa guadagnandosi ancora una volta la mia stima. Non ci voleva tanto, mi dirà qualcuno. Beh, a volte quel poco occorre che qualcuno lo faccia, meglio ancora se un premio Nobel che gode di stima internazionale, e nel modo giusto.
Liberi tutti.
Cristina Favento
@cristinafavento
@cristinafavento
"Caro Guido Barilla,
Ricordo i primi spot televisivi di Barilla, a cui ho partecipato non solo come attore ma anche come autore dei testi e della sceneggiatura nonché del montaggio. Ebbero un enorme successo e, in quel tempo, ho avuto anche l'occasione di conoscere Pietro, vostro padre.
Una persona piena di creatività ed intelligenza, appassionato d'arte e di cultura.
In quegli spot abbiamo raccontato di prodotti che sono diventati simbolo dell'Italia e degli italiani tutti, nelle nostre case e nel mondo. La pasta soprattutto è sinonimo d'Italia, di casa e di famiglia. Per tutti.
Ecco: oggi il nostro Paese è fatto di tante famiglie unite solo dall'amore delle persone che ne fanno parte. Amore che non è in grado di discriminare, che non ha confini: e l'amore, in tutto il mondo, può nascere tra un uomo e una donna, due donne, due uomini.
Sull'amore si fonda una famiglia, quella che la vostra azienda racconta nella sua comunicazione. Sull'amore si fonda una casa.
Alla domanda sul perché la sua azienda non faccia spot pubblicitari con famiglie gay, lei ha risposto: "Non farei mai uno spot con una famiglia omosessuale. Noi abbiamo un concetto differente rispetto alla famiglia gay. Per noi il concetto di famiglia sacrale rimane un valore fondamentale dell'azienda". Poi, in seguito alle polemiche che si sono scatenate, ha specificato: “Volevo semplicemente sottolineare la centralità del ruolo della donna all'interno della famiglia”. E ancora: “Ho il massimo rispetto per qualunque persona, senza distinzione alcuna. Ho il massimo rispetto per i gay e per la libertà di espressione di chiunque. Ho anche detto e ribadisco che rispetto i matrimoni tra gay. Barilla nelle sue pubblicità rappresenta la famiglia perché questa accoglie chiunque e da sempre si identifica con la nostra marca”
Ecco, Guido. La sua azienda rappresenta l'Italia: nel nostro Paese e in tutto il mondo. Un'Italia che è fatta anche di coppie di fatto, di famiglie allargate, di famiglie con genitori omosessuali e transgender.
Ecco perché le chiedo di cogliere questa occasione e di ritornare allo spirito di quegli spot degli anni '50 dove io stesso interpretavo uno spaccato della società in profondo mutamento. Ecco perché le chiedo di uscire dalla dimensione delle polemiche e farsi ambasciatore della libertà di espressione di tutti.
Mi appello a lei, caro Guido, perchè ha modo di ridare all'Italia di oggi la possibilità di rispecchiarsi nuovamente in uno dei suoi simboli e alla sua azienda di diventare ambasciatore di integrazione e voce del presente. E chiedo quindi che lo faccia con le prossime campagne pubblicitarie del gruppo Barilla, dove la famiglia potrà finalmente essere rappresentata nelle sue infinite e meravigliose forme di questi nostri tempi.
Come ho già scritto: "Buttiamoci con la testa sotto il getto del lavandino e facciamo capire ai briganti che qui siamo ancora in molti in grado di dimostrare di far parte di un contesto di uomini e donne libere e pensanti".
DARIO FO
24 settembre 2013
Vi racconto che cos'è il canyoning
Il canyoning in italiano viene tradotto come torrentismo e consiste in un'avventura in piena regola in mezzo alla natura! Non sono previste canoe e gommoni, il torrente si percorre a piedi, o a nuoto, seguendo il corso dell'acqua e superando salti di roccia, scivoli naturali, corridoi allagati e piccoli laghetti. La parte più divertente consiste nell'affrontare eventuali cascate, dalle quali occorre calarsi con una corda, come nell'arrampicata.
Se volete seguire le avventure che descrivo in quello spazio potete mettere un bel "mi piace" sulla pagina Facebook. Grazie!
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23 settembre 2013
SCIOPERO REPUBBLICA, CHIESTI 81 TAGLI DAL GRUPPO ESPRESSO
Il quotidiano Repubblica non è uscito sabato per uno sciopero dei giornalisti, dopo che l'azienda - il Gruppo Espresso Repubblica Finegil, di cui fanno parte anche il Piccolo di Trieste e il Messaggero Veneto di Udine - ha comunicato al Cdr l'intenzione di chiedere lo stato di crisi ex lege 416/81, che presupporrebbe l'uscita dal giornale di 81 colleghi nei prossimi due anni. Ecco i comunicati dell'Assostampa Romana e del Coordinamento dei Cdr dei quotidiani locali del gruppo.
Stampa Romana si schiera a fianco del Cdr e dei giornalisti de La Repubblica che, giovedì, hanno dichiarato lo stato di agitazione per protestare contro il fumoso piano di crisi presentato dall´azienda. Ancora una volta siamo di fronte a un editore che, senza programmare sviluppo, nuovi assetti organizzativi e nuovi modelli di business si rifugia nella ricetta più stantia: il taglio degli organici. In questo caso la redazione si è vista prospettare una diminuzione di 81 unità che, sommate alle 78 del 2009, rappresentano circa un terzo della popolazione giornalistica della testata. Chi garantirà la qualità dell´informazione e la professionalità necessaria a mantenere lo standard di un grande giornale come La Repubblica? I ricavi vantati non più tardi di qualche mese fa dal Gruppo l´Espresso (di cui la testata è parte) non sono sufficienti a finanziare nuovi prodotti editoriali e crescere nuove professionalità? I quasi 500 milioni che Mediaset ha dovuto versare alla Cir sono un cespite personale o rappresentano la contropartita di un mancato investimento editoriale? E nel secondo caso, perché non utilizzarli per quello che era lo scopo primario: incrementare e arricchire il portafoglio di un grande gruppo di informazione? La Giunta esprime, inoltre, preoccupazione per un metodo, quello della riduzione degli organici a carico dell´Inpgi, che appesantisce ancor di più la situazione già difficile dell´Istituto di Previdenza e si proietta sinistra sulla trattativa contrattuale, proprio ora che dovrebbe entrare nel vivo del confronto. La Giunta della Asr chiede all´azienda e alla direzione, di riformulare la richiesta corredandola, come per altro prevede l´allegato D del vigente Cnlg, delle proposte finalizzate: "al risanamento economico, all´avvio di una gestione equilibrata e a prospettive di consolidamento e sviluppo dell´iniziativa editoriale".
Il Coordinamento dei Cdr del Gruppo Espresso-Repubblica Finegil-Elemedia esprime solidarietà ai colleghi di Repubblica che venerdì hanno scioperato contro il piano di ristrutturazione proposto dall'editore che prevede 81 esuberi fra i giornalisti. Il Coordinamento esprime forte preoccupazione per la decisione dell'Azienda e si unisce all'appello del segretario della Fnsi, Franco Siddi, che ha invitato le imprese editoriali, in questa fase di crisi, «alla moderazione e a un’attenzione ancora più alta ai valori della cultura editoriale, almeno allo stesso livello di quella che si dedica ai conti», con un forte richiamo «ai principi di equità, del ragionevole rischio di impresa, avendo riguardo per la circostanza che i giornalisti non possono più pagare oltre misura». In una nota la Fnsi «esprime forte comprensione ed è vicina ai colleghi di Repubblica in sciopero per ribadire la centralità del lavoro dei giornalisti e della loro occupazione. A fronte dell'ipotesi aziendale di tagliare altri 81 giornalisti, con un nuovo piano di ristrutturazione/riorganizzazione, i colleghi di Repubblica pongono la questione della funzione essenziale del loro lavoro in un'industria editoriale e, peraltro, a una posizione primaria in Italia». Il sindacato dei giornalisti ribadisce che «le criticità economiche derivanti da cali di ricavi per vendite e soprattutto pubblicità vanno affrontate ricercando più soluzioni e ripartendo gli eventuali oneri sulla base di pesi che vanno tenuti in equilibrio. Il costo maggiore non può ancora essere pagato da chi produce la materia prima dei giornalisti - l'informazione -, cioè i giornalisti, per questo a fronte di una protesta che segnala disagio, criticità ed insofferenza dei lavoratori, è necessario un atteggiamento di moderazione di tutte le parti in causa e soprattutto di quella aziendale perché tutti i fattori della situazione attuale e di quella che si vorrebbe con un giornale ormai definitivamente multimediale siano valutati attentamente non solo sul piano contabile e gestionale ma anche su quello prospettico dello sviluppo editoriale».
18 settembre 2013
WISH YOU WERE HERE
Non avrei mai pensato di dedicarla a te. Con affetto. Ciao Irena
Si dice che ogni persona è un'isola, e non è vero, ogni persona è un silenzio, questo sì, un silenzio, ciascuna con il proprio silenzio, ciascuna con il silenzio che è.
Si dice che ogni persona è un'isola, e non è vero, ogni persona è un silenzio, questo sì, un silenzio, ciascuna con il proprio silenzio, ciascuna con il silenzio che è.
José Saramago, La caverna, 2001
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16 settembre 2013
YOGA E NATURA
Tra queste belle schiene dritte c'è anche la mia. Ho trascorso uno splendido weekend a Barcis, nelle Dolomiti friulane, facendo yoga e sport in mezzo alla natura. Presto vi racconterò meglio com'è andata nel blog della Girandola.
Grazie all'agriturismo Pian dei Tass e al Furlanetto per la genuina e accogliente ospitalità.
09 settembre 2013
Ci sarò anch'io al Festival della Letteratura di Viaggio, a Roma
L'appuntamento con la sottoscritta al Festival della letteratura di viaggio è fissato per domenica 29 settembre, a Roma, vi comunicherò programma e orario preciso quanto prima. Vi aspetto!
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06 settembre 2013
LA MIA PRIMA AGOPUNTURA!
Cari amici,
sono viva. Soltanto più girovaga del solito... Dopo una capatina nelle isole tedesche del Mare del Nord e ad Amburgo, ora sono a Limone sul Garda, a esplorare un meraviglioso Centro Tao.
Oggi, tra le varie terapie e attività fatte, ho sperimentato per la prima volta anche l'agopuntura. Non mi era mai capitato prima ed è stata un'esperienza positiva. Sul mio addome, formata dal disegno di spilli abilmente disposto dalla dottoressa che mi seguiva, è comparsa la figura della tartaruga, per i cinesi simbolo di saggezza e longevità. Speriamo!
Vi aggiornerò sulle nuove avventure anche sul blog della Girandola.
A presto!
ps. Non avrei mai pensato che farmi mettere degli aghi nella pancia mi avrebbe fatta sentire bene, e invece :)
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26 agosto 2013
DOVE CI SPOSIAMO OGGI?
Che cosa c'è di più romantico che sposarsi ogni giorno in una destinazione diversa?
Alex e Lisa hanno deciso di farlo: ve lo racconto nel blog della Girandola.
22 agosto 2013
DOVE VIVE LA POPOLAZIONE MONDIALE...
![]() |
| Where do the world population live? |
20 agosto 2013
PER SEMPRE
Alice: "Per quanto tempo è per sempre?"
Coniglio bianco: "A volte, solo un secondo".
Lewis Carrol, Alice nel paese delle meraviglie
Preso pari pari da quel meraviglioso profilo Facebook che ogni tanto mi illumina la giornata: Il mestiere di scrivere
19 agosto 2013
03 agosto 2013
La verità nei versi di una poesia di Pedro Salinas
No preguntarte me salva.
Si llegase a preguntar
antes de decir tú nada,
¡qué claro estaría todo,
todo qué acabado ya!
Sería cambiar tus brazos,
tus auroras, indecisas
de hacia quién,
sería cambiar la duda
donde vives, donde vivo
como en un gran mundo a oscuras,
por una moneda fría
y clara: lo que es verdad.
Te marcharías, entonces.
Donde está tu cuerpo ahora,
vacilante, todo trémulo
de besarme o no, estaría
la certidumbre: tu ausencia
sin labios. Y donde está
ahora la angustia, el tormento,
cielos negros, estrellados
de puede ser, de quizás,
no habría más que ella sola.
Mi única amante ya siempre,
y yo a tu lado, sin ti.
Yo solo con la verdad.
Pedro Salinas, La voz a ti debida
Non chiederti nulla mi salva.
Se io t'interrogassi
ancora prima di una parola,
sarebbe chiaro tutto,
tutto finito ormai!
Sarebbe come scambiare
le tue braccia, le tue aurore,
indecise - verso chi? -
sarebbe come scambiare il dubbio
dove vivi, dove vivo
come in un grande universo oscuro,
con una moneta fredda
e chiara: la verità.
Tu te ne andresti, allora.
Dove è ora il tuo corpo,
vacillante, tutto tremulo
se baciarmi o no, sarebbe
la certezza: la tua assenza
senza labbra. E dove
ora è l'angoscia, il tormento,
cieli neri, stellati,
di incertezze, di forse,
non ci sarebbe che lei.
Unica amante ormai per sempre,
ed io al tuo fianco, senza di te.
Io solo con la verità.
Pedro Salinas, La voce a te dovuta
Si llegase a preguntar
antes de decir tú nada,
¡qué claro estaría todo,
todo qué acabado ya!
Sería cambiar tus brazos,
tus auroras, indecisas
de hacia quién,
sería cambiar la duda
donde vives, donde vivo
como en un gran mundo a oscuras,
por una moneda fría
y clara: lo que es verdad.
Te marcharías, entonces.
Donde está tu cuerpo ahora,
vacilante, todo trémulo
de besarme o no, estaría
la certidumbre: tu ausencia
sin labios. Y donde está
ahora la angustia, el tormento,
cielos negros, estrellados
de puede ser, de quizás,
no habría más que ella sola.
Mi única amante ya siempre,
y yo a tu lado, sin ti.
Yo solo con la verdad.
Pedro Salinas, La voz a ti debida
Non chiederti nulla mi salva.
Se io t'interrogassi
ancora prima di una parola,
sarebbe chiaro tutto,
tutto finito ormai!
Sarebbe come scambiare
le tue braccia, le tue aurore,
indecise - verso chi? -
sarebbe come scambiare il dubbio
dove vivi, dove vivo
come in un grande universo oscuro,
con una moneta fredda
e chiara: la verità.
Tu te ne andresti, allora.
Dove è ora il tuo corpo,
vacillante, tutto tremulo
se baciarmi o no, sarebbe
la certezza: la tua assenza
senza labbra. E dove
ora è l'angoscia, il tormento,
cieli neri, stellati,
di incertezze, di forse,
non ci sarebbe che lei.
Unica amante ormai per sempre,
ed io al tuo fianco, senza di te.
Io solo con la verità.
Pedro Salinas, La voce a te dovuta
31 luglio 2013
DECANTAZIONE EMO-PROFESSIONALE
![]() |
| Bambini della comunità Garifuna di Placencia, Belize - photo by Cristina Favento |
Era da un po' che stavo metabolizzando questo viaggio, non me ne vogliano male gli impazienti. Un po' perché ci sono state tante belle novità lavorative nella mia vita, un po' perché sentivo il bisogno di lasciar sedimentare...
Spesso nel mio lavoro è tutto immediato, real time. I viaggi e gli articoli si susseguono incalzanti, e mi ritrovo a passare, con il corpo e con la mente, da metropoli frenetiche a oasi naturali, da immersioni senza scudi in un turbinio di volti e lingue e incontri, all'isolamento che richiede la scrittura. E se una cosa non la butti fuori subito - in immagini, in parole, in indirizzi e link consigliati qua e là che lascino traccia di un percorso, in fugaci impressioni appuntate come post it in questo e altri blog - pare quasi che scada, che scompaia inghiottita dalle sabbie mobili del Panta Rei.
Mi piace questo aspetto del mio lavoro. Induce a un ritmo sincopato di vita che mi regala un'intensità appassionante, che mi rapisce ogni volta, per riscattarmi piena di vibrazioni profonde. Per quanto ami questa vita, però, a volte i pressing produttivi - che non hanno la fisionomia di un volto ben delineato, è una pressione che sento arrivare dalla rapidità folle a cui va il mondo e che cerco di contrastare supportando e partecipando alle tutte le benedette iniziative slow che mi posso permettere - generano una sorta di ribellione intima.
Forse il volto è quello del consumismo, della sete umana di velocità, di notizie, di condivisione, forse è l'inquietudine esistenziale di Pessoa o Chatwin. Poco importa. Prima o poi il senso di ribellione arriva.
E la mia rivendicazione di un diritto alla lentezza prende magari la forma di un silenzio professionale, come in questo caso. Un silenzio che, solo dopo una sana decantazione emotiva, può finalmente, pian piano, ritrovare una qualche voce...
testi e foto di Cristina Favento,
articolo pubblicato in Girandola Errante, Blogautore del Piccolo su Repubblica.it
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25 luglio 2013
19 luglio 2013
TI SALUTO DAI PAESI DI DOMANI
...
mi sono spiato illudermi e fallire
abortire i figli come i sogni
mi sono guardato piangere in uno specchio di neve
mi sono visto che ridevo
mi sono visto di spalle che partivo
ti saluto dai paesi di domani
che sono visioni di anime contadine
in volo per il mondo
mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che grande questo tempo che solitudine
che bella compagnia
Fabrizio De Andrè
VIAGGI E DOMANDE
D'una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda
Italo Calvino
17 luglio 2013
GIù GIù GIù, nelle viscere della Terra
Laddove scorre il Timavo, nella viscere del Carso triestino: ecco la prossima avventura che vi racconterò, se domani ne riemergo viva..
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