19 dicembre 2009

IL CANTO DELLE SPOSE


L'ho visto ieri al cinema e mi è piaciuto molto. Lo sguardo della regista Karin Albou, che s'insinua in un universo prevalentemente islamico, è intensamente sensuale. Fa quasi venire in mente il primo Ozpetek ma in versione femminile.
Gli elementi su cui si regge la sceneggiatura sono ben bilanciati tra loro: un'amicizia quasi carnale, la seconda guerra mondiale vista dalle sponde settentrionali d'Africa, l'odio razziale e le diversità religiose che bussano insistentemente alla porta di piccole intimità. Le immagini seducono. Le protagoniste anche. Il canto delle spose è il canto di chi scopre la vita.

C.F.