15 ottobre 2013

Barcolana Live e Trieste social, hashtag e trending topic, ovvero di come sto familiarizzando con Twitter


Della Barcolana parlano le immagini che ho già postato sul blog La Girandola. Volevo invece condividere la bella esperienza social fatta insieme al simpatico gruppo di blogger, tweettatori e fotografi riunitisi qui a Trieste negli scorsi giorni. Tra questi - ne nomino solo alcuni - la bella Mafe, il signor Insopportabile, la dolce Tazzina di, la spassosa Paola Faravelli, l'irresistibile Rocco e Gallizio, che un giorno mi spiegherà cosa ci fa tra i suoi follower Barack Obama...
Tutti pronti a cinguettare al motto di #BarcolanaLIVE! E l’hashtag ufficiale del progetto ieri è entrato nei trending topic di Twitter, ovvero tra le dieci parole o frasi più utilizzate sulla piattaforma. 

A innescare la vivace operazione comunicativa in occasione della regata è stato Turismo FVG, in collaborazione con #TriesteSocial e la community di instagramer del Friuli Venezia Giulia. Trieste e la Barcolana si sono così conquistate una notevole visibilità, veleggiando col vento in poppa - si fa per dire, dal momento che nella competizione vera è mancato completamente - tra i temi caldi e più chiacchierati di due social network popolarissimi. 

Dico due perché anche su Instagram si sono scatenati alcuni partecipanti al blog tour: gli “igers” e i blogger presenti in città hanno postato oltre 900 foto con dei picchi di popolarità registrati da vere e proprie personalità della rete. Come l’instagramer spagnolo Oliver Vegas, che con un’immagine della Grotta Gigante in notturna ha raggiunto in breve tempo quasi 14 mila “like”. 

Nei pochi momenti che sono riuscita a condividere con i miei colleghi comunicatori, era un po' come essere in gita scolastica alle superiori. Strana sensazione sentirsi parte (piccolissimissima parte, accanto a social-comunicatori ben più talentuosi ed esperti di me!) di questo tipo di azione mediatica: collettiva, veloce, interattiva in maniera diversa da come lo possono essere la carta, un blog o una pagina Facebook. Come passare dal bidimensionale al 3D insomma (anche se non sopporto gli occhialini che ti danno al cinema, così come non amo l'idea di twittare continuamente - del resto nessuno te lo chiede..).

E' stata una bella esperienza, stimolante. Soprattutto - potrebbe sembrare un paradosso ma così non è - nell'interazione reale, faccia a faccia, umanissima. Dall'attimo in cui incontri per la prima volta in carne e ossa qualcuno che "conosci già" (perché in rete se "frequenti" qualcuno, in qualche modo lo conosci già), al momento in cui trasformi la realtà che vivi in un distillato di racconto in 140 caratteri, mi è sembrato che Twitter fosse solo un breve inter-mezzo. Un potente strumento di comunicazione e riflessione (potenzialmente), ma pur sempre un piccolo sofisticato gioco, al quale ti dedichi tra uno starnuto e una cena. Un gioco che ti riesce o meno soprattutto in base a ciò che fai e sei nel resto del tempo. 

E mi è venuto in mente quel genio di David di Tivoli quando dice "in fondo Twitter è riuscito nella missione più difficile: far apprezzare ai suoi utenti i semafori rossi".

Alla prossima avventura social, se avrete voglia di seguirla mentre aspettate il verde...