22 dicembre 2007

LA TRADIZIONE DEL PRESEPE IN ITALIA E IL GIRA PRESEPI IN FRIULI VENEZIA GIULIA

Come resistere all’incanto delle secolari tradizioni natalizie? Tra queste, tipicamente italiana, il presepe, o presepio, nelle sue varie forme e ispirazioni, è una delle più vive e popolari, in grado di affascinare sia credenti che laici, indipendentemente dall’età.
I primi a descrivere la Natività, fornendoci le basi di quella sacra rappresentazione che a partire dal medioevo prenderà il nome di praesepium, furono gli evangelisti Luca e Matteo: "Maria diede alla luce il suo figlio primogenito, l'avvolse in fasce e lo adagiò in una mangiatoia, perché in albergo per loro non c'era posto". Il termine presepe deriva appunto dal latino “praesaepe” (prae: "davanti"; saepire: "chiudere con una siepe”), ovvero recinto chiuso, mangiatoia, greppia.


Avvicinandosi ad un significato più comune, l'Enciclopedia dello Spettacolo definisce presepe “la rappresentazione tridimensionale della nascita di Cristo, realizzata con figure non fisse ma spostabili, secondo il senso artistico del costruttore, ed elementi veristici quali case, rocce, piante ecc., che, preparata per il Natale, viene tolta alla Purificazione”.
Il Friuli Venezia Giulia offre una gran varietà di presepi, con scenari e realizzazioni tutte da scoprire e, per guidarci alla scoperta di questi piccoli mondi, anche quest’anno l’Associazione regionale delle Pro Loco organizza il “Gira Presepi”. L’iniziativa propone una serie di itinerari, da percorrere in pullman, che coprono l’intero territorio regionale con circa 180 tappe e oltre quattromila opere esposte. Diverse le tipologie: mostra di presepi, presepi monumentali, esposizioni artigianali, presepi viventi, tutti illustrati in un’utile cartina, reperibili lungo le varie tappe e negli uffici turistici regionali.
Rispetto allo scorso anno, le sedi della quarta edizione del “Gira Presepi” sono quasi raddoppiate. In provincia di Udine si sono aggiunte le sedi di Chiusaforte, Porzùs (Attimis), Camporosso, Moimacco, Salino di Paularo, Precenicco e Brazzacco. Nel Friuli Occidentale debuttano Cordovado, Claut, Santa Lucia di Prata, Casarsa della Delizia, Tramonti di Sotto e Roveredo in Piano. La città di Gorizia è presente con tre siti mentre a Trieste sono confermate tutte le tappe, incluso il curioso Museo del Presepio, gestito dall’Associazione Italiana Amici del Presepio. Restano confermate le mete classiche: dalla tradizione di Perteole al grande presepe all’aperto di Ara di Tricesimo, tra i più conosciuti d’Europa, che occupa un’area di 2.500 m²; dai presepi di Castelmonte e di Moggio Udinese, che quest’anno festeggia la sua decima edizione, all’originale esposizione della Scuola “S. Maria degli Angeli” a Gemona del Friuli. (Info: Pro Loco FVG Villa Manin, tel. 0432 900908, http://www.prolocoregionefvg.it/).
Nel corso dei secoli il presepe ha seguito varie evoluzioni. Dopo una prima fase di semplici raffigurazioni, dapprima dipinte e poi scolpite in altari e cappelle appositamente dedicate e addobbate durante il periodo natalizio, dal 1300 in poi, la Natività è affidata all'estro figurativo degli artisti più famosi. Tra i tanti, Piero della Francesca, il Perugino, Dürer, Rembrandt, Poussin, Ghirlandaio, Murillo, Correggio e Rubens impreziosirono le chiese e le dimore dei più facoltosi committenti europei. Dalla fase cosiddetta aristocratica, nella quale il presepe, sontuoso e artisticamente raffinato, si diffonde presso le famiglie nobiliari, si passa infine all’evoluzione successiva, quando, estendendosi a tutti i ceti sociali, il presepe acquisterà un carattere più squisitamente popolare, così come lo conosciamo oggi.
Il primo presepe vivente, magistralmente dipinto da Giotto nell'affresco della Basilica Superiore di Assisi, fu realizzato da San Francesco che, nel 1223 in provincia di Rieti, a Greccio, organizzo una sacra rappresentazione della nascita di Gesù. Il più antico presepe inanimato del quale si ha notizia è, invece, quello che Arnolfo di Cambio scolpì interamente nel legno nel 1290 per Papa Onofrio IV. Alcune delle statue, realizzate ad altezza naturale, si conservano oggi nella basilica di S.Maria Maggiore a Roma.

di Cristina Favento,

articolo pubblicato sul Piccolo di venerdì 14 dicembre 2007