23 dicembre 2007

PUPKIN KABARETT PRENATALIZIO - INTERVISTA AD ALESSANDRO MIZZI


Reduci dal “Cantiere” muggesano diretto da Paolo Rossi, Stefano Dongetti e Alessandro Mizzi, accompagnati dal loro allegro entourage di attori e musicisti, tornano a intrattenerci stasera, alle 21.21 al Teatro Miela, con uno spassoso appuntamento Pupkin Kabarett.
“L’esperienza con Rossi, naturale proseguimento dei progetti iniziati assieme con lo spettacolo I Giocatori di Dostoevskij messo in scena quest’anno al Piccolo Teatro di Milano”, racconta Mizzi, “ci ha portato a un approccio al teatro ancora più artigianale, ci ha arricchiti nel mestiere. Mi raccomando però, Pupkin si pronuncia come si legge e non all’americana come fa Paolo! Ci siamo ispirati al personaggio interpretato da Robert De Niro nel film Re per una notte di Scorsese, Rupert Pupkin, un malriuscito comico di origine polacca che rappresenta l’icona del perdente".

Che cosa ci riserva lo spettacolo di stasera?
In genere non lavoriamo a tema, seguiamo piuttosto il percorso che si sviluppa nel corso della serata, ma il periodo c’indurrà a fare i nostri consueti commenti tra il serio e il faceto su alcuni argomenti quali il Natale, la caduta dei confini e la chiusura di questo 2007. Sarà insomma una sorta di antivigilia tragicomica. Faremo anche qualche previsione per il prossimo anno, a modo nostro naturalmente.

Chi ci sarà?
Ritroveremo personaggi vecchi e nuovi come Leo Zannier nella parte di Jack Calcagno, cantante italo americano impostoci dalla mafia (con una passione nascosta che non possiamo svelare), e Fulvio Falzarano nei panni del profeta transfrontaliero Ma Sè, il cui tempismo nelle previsioni lascia un po’ a desiderare… Naturalmente ci saremo Stefano Dongetti e io, la nostra “quota rosa” Laura Bussani, e la Niente Band con un organico maggiorato: da cinque elementi si passa a sette.

Con che cadenza riprenderanno l’anno prossimo i vostri happening al Teatro Miela?
Rispetto all’appuntamento settimanale delle scorse stagioni, ora ci esibiamo ogni due settimane e abbiamo trovato un bell'equilibrio. Riusciamo a prepararci meglio, a stressarci meno e c’è il tempo anche per curare progetti paralleli ed eventuali spettacoli itineranti. Al di là di questo appuntamento prenatalizio, il giorno dedicato al Pupkin resterà rigorosamente il lunedì. Innanzitutto perché è il giorno in cui tutti gli altri teatri non lavorano. Poi perché, nonostante qualsiasi deterrente, il nostro è uno spettacolo che ti fa iniziare bene la settimana.

Per il Pupkin prevedi un 2008 stabile o instabile?
La nostra forza è l’instabilità. Al di là del divertimento e dello spettacolo in sé, cresciuto di anno in anno sia nei contenuti, che nella forma artistica, siamo contenti di aver raggiunto un pubblico davvero trasversale ed eterogeneo, dal notaio all’operario, passando per gli studenti. Ci hanno detto addirittura che venire al Pupkin dà l’impressione che a Trieste succedano delle cose...
Nel 2008 prevediamo un ritorno a Zelig, dove già abbiam felicemente portato una piccola porzione della nostra cultura e del nostro dialetto, e la partecipazione in Croazia a un “Festival internazionale della risata” tra febbraio e marzo. Il 31 dicembre, inoltre, vi aspettiamo alle 22.30 su Telecapodistria con “Fermi tutti... è Capodanno!”.

di Cristina Favento,
pubblicato sul Piccolo di domenica 23 dicembre 2007