25 luglio 2006

L’IRONIA FILOSOFICA

Fondamentale nella vita, difficile definirla nel modo migliore. Ne ho trovato uno nel mio libro di filosofia delle scuole superiori (vedi teorie romantiche, nel senso filosofico del termine), piuttosto dottrinal-formale ma spero mi perdonerete:

L’ironia è l’atteggiamento che nasce dal comprendere che l’inesauribile ricchezza dell’Assoluto non potrà trovare adeguata espressione in nessuna manifestazione finita.
L’uomo romantico si accosta alle varie espressioni dell’infinito (lo spirito, la storia, la natura, ecc.) come a qualcosa di provvisorio, diveniente.
Il motto di spirito esprime appunto questa relatività delle cose, lo scarto tra realtà profonda ed apparenza [scarto ontologico tra mondo fenomenico in cui viviamo e mondo numerico a cui tendiamo], l’inadeguatezza di ogni umana rappresentazione.
L’ironia come dissimulazione diviene dunque la cifra stessa del filosofare, la spinta ad andare oltre qualunque verità parziale, privilegiando socraticamente il percorso della ricerca più che non la verità assoluta, sua irraggiungibile meta.


Tratto da L’avventura del pensiero,
di L.Lacchini e P.C.Rivoltella


In conclusione, molto più semplicisticamente e in senso lato, si potrebbe dire che l’ironia è il risultato di una consapevole accettazione dei limiti, propri, altrui e situazionali.