16 luglio 2006

GIOIA AZZURRA

Nonostante le croci, infine, resta la delizia, vincere il titolo mondiale è pur sempre una soddisfazione da festeggiare.
Nella vita quotidiana di ognuno, così come nella storia collettiva, ci sono certo occasioni ed avvenimenti di ben altra portata che meritano maggiore attenzione rispetto ad una vittoria sportiva. Ciò nonostante, credo nulla si possa (o si debba) dire per sminuire il coinvolgimento così viscerale e spontaneo che lo sport, e il calcio in particolare nel nostro paese e proprio in uno dei suoi momenti più critici, riesce a suscitare.

Spesso in alcune calde giornate di questi giugno e luglio 2006, lungo tutto lo Stivale, il normale corso di impegni e impellenze quotidiane è rimasto surrealmente sospeso per i fatidici novanta minuti (più eventuali tempi supplementari!).
Partita dopo partita, sono cresciute coesione, passione e partecipazione generale, fino alla spettacolare ed avvincente semifinale con la Germania e alla, purtroppo più discutibile, sconfitta della Francia.

Subito dopo i calci di rigore che proclamavano campione del mondo la nazionale italiana, con la forza dell’entusiasmo ed una corsa mozzafiato, sono arrivata davanti al maxi schermo allestito a Trieste in Piazza Unità d’Italia per assistere alla premiazione finale in diretta da Berlino.
Mi sono ritrovata immersa in un bagno di folla festante che, cantando l’inno nazionale e sventolando bandiere tricolore, esultava in un impeto di gioia collettiva.
Non si può dire che io sia una fervente fautrice del nazionalismo, anzi, ma questa volta sono stata ben contenta di fare eccezione.

Questo mondiale è stato fonte di grandi emozioni e, al di là della conquista a livello sportivo ed agonistico, mi sono sentita felice di poter festeggiare assieme all’Italia intera. Ho pensato, durante la premiazione, che in città non ci poteva esser luogo più adatto per celebrare la vittoria e che, forse per la prima volta, riuscivo ad attribuire un senso concreto al nome della piazza.
Se anche i nomi ed i luoghi non erano gli stessi, sono sicura che siamo stati in tanti a provare le stesse emozioni, è stato un bel momento.

Speriamo che questa sofferta finale funga, simbolicamente, anche da monito per la tutela della dignità e dei valori intrinsechi di cui lo sport dovrebbe sempre esser portatore.
Concludo con le parole del Presidente del Consiglio Prodi che, questa sera a Palazzo Chigi, ha accolto Lippi e gli azzurri rientrati trionfalmente a Roma: “Grazie per aver dato, ad un’Italia che troppo spesso tende a dividersi, una straordinaria occasione d’unità per condividere lo stesso orgoglio e lo stesso sentimento d’appartenenza”.

Cris