15 dicembre 2007

MILANO RICORDA BRUNO MUNARI E LE SUE "MACCHINE INUTILI" CON UNA MOSTRA ANTOLOGICA

MILANO. “Conservare l’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare”. Così scriveva Bruno Munari, scomparso nel 1998, dando prova di quella geniale semplicità di pensiero che lo ha reso una delle personalità culturali più importanti del XX secolo.
A cent’anni dalla nascita, Milano, sua città natale, gli dedica una grande mostra antologica che ripercorre tutta la sua attività nel campo dell’arte e del design. In esposizione ci sono oggetti di design, opere d’arte, progetti di grafica e comunicazione, per un totale di 200 lavori, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private.

Protagonista innovativo del pensiero europeo sin dagli anni Trenta, con la creazione delle “macchine inutili” e con i suoi sorprendenti lavori di grafica editoriale, Munari attraversa diverse stagioni artistiche che ne affinano via, via il metodo progettuale. Nel secondo dopoguerra entra definitivamente negli albi d’oro del design italiano grazie alle sue brillanti e prestigiose collaborazioni con le più significative realtà economiche dell’epoca quali Pirelli, Einaudi,La Rinascente, Olivetti e Campari, tanto per citarne alcune. Le sue invenzioni più felici restano, però, quelle realizzate per la Danese.
Negli anni Settanta il poliedrico artista si dedica al suo più ambizioso progetto, quei laboratori per stimolare lo sviluppo del pensiero progettuale creativo che, a tutt’oggi, sono considerati all’avanguardia nella didattica dell’età prescolare e della prima età scolare.

Proprio a questi, e al Metodo Bruno Munari ®, è dedicata un’importante sezione dell’esposizione milanese, inaugurata lo scorso 24 ottobre nella data dell’ipotetico centesimo compleanno di Munari, che proseguirà fino al 10 febbraio 2008 alla Rotonda di via Besana.
La mostra, curata da Beppe Finessi e Marco Meneguzzo con la collaborazione di un prestigioso comitato scientifico, nasce da un approfondito lavoro di ricerca e da un progetto affinato nel corso degli anni. Accompagna l’iniziativa il catalogo pubblicato da Silvana Editoriale, che intende costituire la nuova base storica e critica per lo studio della figura di Bruno Munari.
I visitatori possono apprezzare in esposizione i progetti di allestimenti degli anni Quaranta e Cinquanta, gli interventi artistici in opere di architettura tra i Cinquanta e Sessanta, i progetti di grafica e alcuni degli oggetti e delle riuscitissime ideazioni dell’autore.
Accanto alle opere più note, la mostra darà spazio anche ad alcuni aspetti meno indagati dell’opera del designer come il rapporto con il mondo dell’architettura e la sua collaborazione praticamente ininterrotta con molte delle riviste italiane dedicate al progetto, alla comunicazione e all’arte.
Il percorso espositivo, allestito dall’architetto Marco Ferreri con grafica di Italo Lupi, non segue un ordine cronologico o tipologico ma è organizzato per aree tematiche, a rappresentare i diversi momenti di un’unica attività creativa. Una scelta intelligente che mette in evidenza il particolarissimo metodo progettuale di Munari, vero denominatore comune della sua multiforme attività.
di Cristina Favento,
pubblicato su Il Piccolo di venerdì 14 dicembre 2007