21 settembre 2008

LA VIA DELLE TRE ABBAZIE

Tre piccole Santiago friulane come mete da riscoprire, custodi di una dimensione perduta. La dimensione dell’andare, semplicemente, camminando, immersi nel paesaggio e nella natura, da mattino a sera. Un viaggio che si trasforma in una ricerca spirituale e culturale lungo antichi percorsi dei quali un po’ si è persa memoria.

S’intitola “La Via delle Abbazie” il bel progetto coordinato dall’architetto Magda Gruarin, in collaborazione con l’associazione Navel, ossia l’ideazione e valorizzazione di un cammino in Friuli Venezia Giulia che colleghi attraverso tante piccole tappe le abbazie benedettine di S.Gallo, Rosazzo e Santa Maria.
La durata totale prevista del percorso è di circa 15 giorni, suddivisi in tre tappe di 4-5 giorni ciascuna. Si parte dall’Abbazia di Moggio Udinese e si costeggia per un lungo tratto montano il fiume Tagliamento, seguendo l'antica via Julia Augusta, area ricca di pascoli, zone boschive, colline moreniche, riserve naturali, laghetti e zone agricole. Si prosegue verso Amaro e il lago di Cavazzo, il più grande della regione, per poi scendere percorrendo la strada panoramica dove si allenava il ciclista Ottavio Bottecchia, arrivando alla riserva naturale del lago del Cornino, a Spilimbergo e via sino all’Abbazia di Sesto al Reghena.
Da qui, la seconda tappa attraversa numerosi paesi della Bassa Pianura Friulana tra cui Cordovado, antico borgo medievale annoverato tra i 100 borghi più belli d'Italia, Rivignano e la frazione di Ariis, zona delle risorgive, Talmassons, con i numerosi mulini descritti da Ippolito Nievo, e Mortegliano, dove si può osservare il campanile più alto d'Italia. Si raggiunge così la località Case, a ridosso delle colline dei colli orientali, dove ha sede l’Abbazia di Rosazzo. L’ultima tappa del viaggio, passa tra i vigneti di Rocca Bernarda, la splendida cittadina ducale di Cividale del Friuli sulle acque del Natisone, la zona dei castelli di Attimis, Tarcento, Artegna e Gemona del Friuli. È possibile deviare lungo il sentiero della Sella di S. Agnese, che da Gemona alta-borgo Gleseute conduce a Venzone - borgo San Giacomo, attraverso un passo montano non elevato, di grande fascino paesaggistico, per poi ricongiungersi alla romana Iulia Augusta che porta a Moggio Udinese. Nell'ultimo tratto del cammino si attraversa una valle piuttosto stretta, segnata dal Tagliamento e incorniciata dalle montagne carniche, che offre bellissimi scorci del fiume e permette di scoprire alcuni borghi carnici solitamente non raggiungibili attraverso le vie di grossa percorrenza.

Per indicazioni dettagliate e possibili variazioni, rimandiamo all’omonima guida “La Via delle Abbazie”, promossa e distribuita dai comuni di Moggio Udinese, Sesto al Reghena e Manzano, dove hanno sede gli edifici storici interessati. Il volume sarà presentato dalla curatrice Gruarin domani, alle ore 17, all’auditorium Centro Culturale Burovich in Piazza Barbo a Sesto Al Reghena, nell’ambito di un convegno sugli “Itinerari culturali e religiosi in Friuli Venezia Giulia” al quale parteciperanno diversi ospiti. Un’occasione per conoscere le proposte di un turismo alternativo, che permetta di scoprire spazi affascinanti e ancora poco conosciuti, di assaporare l’ospitalità e i prodotti locali più genuini e tradizionali, e magari anche di ritrovare nella tranquillità di antichi chiostri una personale dimensione spirituale.

Similmente a quanto già avviene in altre parti d’Italia e d’Europa, dunque, anche in regione le vecchie Abbazie tornano ad essere, in una prospettiva chiaramente secolarizzata, dei punti di partenza per vivere e valorizzare il territorio. Come a ricordarci la rete di abbazie benedettine sparse in tutto il mondo, e in particolare nel vecchio continente, che hanno rappresentato il tessuto connettivo della storia europea e della sua società civile. E chissà che il percorso friulano non diventi un primo segmento destinato ad allungarsi in futuro oltre i confini nazionali, magari fino al Monastero di Stična in Slovenia o all’Abbazia di Melk in Austria.


di Cristina Favento, articolo pubblicato su "Il Piccolo" di venerdì 19 settembre 2008