24 agosto 2007

BALKANI, antiche civiltà fra Danubio e Adriatico. Un week end a Rovigo

ROVIGO. Ad Adria piccoli grandi tesori raccontano la nostra storia. Inaugurata lo scorso luglio, la mostra “Balkani, antiche civiltà fra il Danubio e l’Adriatico” è un’occasione imperdibile per lasciarsi affascinare dagli splendori del passato. Sono 250 le opere esposte, visitabili sino al 13 gennaio 2008: reperti di raffinata fattura realizzati in oro, argento, bronzo, ferro e ceramica.
Di estremo interesse risultano le raccolte archeologiche provenienti dal Museo Nazionale di Belgrado, chiuso fino al 2010 per un radicale restauro, esposte per la prima volta al di fuori dei territori dell’ex Jugoslavia. In via eccezionale, sono state dunque concesse in prestito non le opere minori bensì quelle di maggior interesse e valore, custodite fino ad oggi in camere blindate dai tempi dalla recente guerra degli anni ’90.
Vale ben la pena una visita per ammirare i capolavori della collezione greca e romana, che include soprattutto sfarzosi manufatti realizzati tra Atene e Sparta. Tra questi, la “Maschera di Trebenište”, come la celebre “Maschera di Agamennone” di età micenea, destinata a modellare in oro le fattezze del principe e a immortalarle per l’eternità; due vivissimi, grandi satiri in bronzo di fattura ellenistica del secondo secolo avanti Cristo e l’incredibile tesoro ritrovato casualmente nel 1957 nei pressi di Novi Pazar, in un luogo considerato sacro e inviolabile, nascosto nei secoli sotto alla pavimentazione di una chiesa altomedievale.
La mostra, supportata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Ambientali, intende essere anche un tributo per ricordare il ruolo di una città tanto importante da dare il suo nome a un mare e di un territorio ricchissimo di insediamenti, alcuni dei quali oggi oggetto di scavo.
La grande esposizione, infatti, celebra anche l’apertura, attesa da cinque anni, della ricchissima Sezione Etrusca del museo che la ospita: il Museo Archeologico Nazionale di Adria, oltre che ampliato, in questi anni completamente rinnovato. La nuova Sezione Etrusca, che si unisce al Lapidario recentemente inaugurato, presenta un’accurata selezione degli oltre 60 mila reperti di epoca preromana conservati ad Adria. Tra ceramiche, bronzi, ambre, spiccano la celeberrima “Tomba della Biga”, un unicum a livello mondiale, e il cosiddetto “Magnifico Cratere”, capolavoro della toreutica greca, “soffiato” per l’occasione al Metropolitan Museum di New York, che intendeva presentarlo al pubblico d’oltreoceano nel 2007.
Tutto intorno alla mostra e al museo rinnovato c’è un territorio paesaggisticamente tra i più affascinanti d’Europa, il Parco Regionale Veneto del Delta del Po. Natura, storia, tradizione, cultura e arte s’intrecciano, offrendo al visitatore un paesaggio inedito e sorprendente nel quale si distinguono vari ambienti dalle caratteristiche peculiari: la campagna con i paleo alvei, le dune fossili, gli argini, le golene, le valli da pesca, le lagune o sacche e gli scanni. L’area è un immenso intrico d’acque e terre, spiagge e lagune che compongono un’area naturalistica unica al mondo, da scoprire in auto, in barca, in bicicletta, a cavallo o, come fece Dante secoli fa, a piedi.
Gli itinerari possibili sono moltissimi: oltre alla Cattedrale, al Teatro Comunale e alla Basilica della Tomba ad Adria, si possono visitare l’importante sito di San Basilio, la sua chiesetta romanica e le peculiari dune fossili. Si possono fare escursioni in barca alla Sacca del Canarin, alla Laguna del Basson e a Scano Boa. Per gli amanti dell’architettura una soluzione isolita ma interessante è la visita delle vecchie corti padronali del ‘700 e ’800 (basti pensare al film “Novecento” di Bertolucci).
Per assaporare la cucina locale, il ristorante “Stella del Mare” e il ristorante “Molteni”, ineccepibile nella preparazione e nella qualità delle materie, offrono piatti di pesce, selvaggina e carne, accompagnati da una ricchissima scelta di vini.
Sconfinando nella vicina Emilia Romagna, consigliamo vivamente una pausa caffè a Mesola, alla corte dello splendido castello del 1578, antica dimora degli Estensi.

di Cristina Favento

pubblicato su "Il Piccolo" di venerdì 17 agosto 2007