28 febbraio 2007

LA TROTTOLA FA L'EN PLEIN ALLE PREMIAZIONI DEL 56° CARNEVALE MUGGESANO

Si è conclusa ieri, con la premiazione delle maschere e dei gruppi più meritevoli, la ricca settimana di manifestazioni che hanno animato le calli e le piazze del Carnevale muggesano. Oltre a vincere la 56° edizione, la Trottola ha fatto anche il pieno di menzioni speciali, a cominciare dalla Maschera d’oro assegnata al Pino ‘silvo-equestre’ che riprendeva uno spot del bagnoschiuma Vidal, seguito dalla sofisticata personificazione del profumo Coco Chanel, che si è aggiudicata il secondo posto. Terzi classificati i bellissimi ventagli dei Mandrioi.
Agli occhi dei giurati, la compagnia vincitrice ha avuto evidentemente una marcia in più, conquistando un en plein di Oscar: come miglior carro, migliori costumi, miglior regia e miglior brio. Ma non basta, la Trottola si porta a casa anche il primo premio come miglior banda grazie agli affiatati musicisti della Gangster Band, seguiti dai portentosi venti delle Bellezze Naturali e dai cioccolatieri della Lampo.
Tra i gruppi che si sono particolarmente distinti nel corso della sfilata di domenica, sono stati segnalati – in ordine di apparizione - Mozart, Baci Perugina e Mon Chéri per la Lampo e i ‘venti’, la maga Circe e le sirene delle Bellezze Naturali. La Brivido ha colto nel segno con i suoi coloratissimi virus, i cromosomi, i DNA e con il gruppo ‘sigarette’. Difficile scegliere nel caso della Trottola, che tra riuscitissime lavande e spiritose arbre magique, ne aveva per tutti i gusti. Le menzioni finali sono andate però alla goliardica Compagnia delle Indie, al gruppo Borotalco e agli spassosi deodoranti per wc. La Bulli e Pupe ha impressionato la giuria con i gruppi delle Amazzoni, delle colonne d’Ercole e del toro di Creta (peccato per l’esclusione delle luganighe di cinghiale che erano veramente simpaticissime). Della Bora sono stati apprezzati il Settebello, la costellazione delle sette stelle dell’Orsa e le spiritose ballerine che han proposto la danza delle sette canovaze. Spettacolari i gruppi delle dame nere del petrolio, dell’energia solare e delle pale eoliche dell’Ongia. Menzione speciale, infine, per la scuola di flamenco (soprattutto per l’irresistibile fascino delle sue danzatrici…), il gruppo sangria e la corrida per i Mandrioi.
Al richiamo del martedì grasso muggesano hanno risposto in tantissimi. Muggia è stata ieri letteralmente invasa dalle maschere, a cominciare dalle minisfilate mattutine degli alunni delle scuole elementari e dell’asilo nido accompagnati dalle Bande delle Compagnie Ongia, Bellezze Naturali, Lampo e Bulli e Pupe. Alle 15.30, in largo Amulia, el gratin della Brivido e l’animazione musicale a cura delle Compagnie hanno vivacizzato il pomeriggio. Sulle note delle sigle dei cartoni e di qualche successo disco anni ’80, i piccoli ballerini si sono scatenati in sfrenati girotondo e balli di gruppo seguendo le indicazioni delle animatrici-Arlecchine dell’Associazione Persemprefioi. In serata hanno imperversato a ruota libera bande e gratini.
È stata un successo anche la nottata danzante organizzata alla Gratinhouse dall’associazione culturale ArT&20-Arteventi con musica e animazione per tutti. Sul palco, il dj Eddy Milani e l’animatore Loco hanno vivacizzato la serata, affidata infine al trionfale gratin de La Trottola. Momento molto particolare è stato quello riservato all’esibizione di danza del ventre a cura del corpo di ballo “Le stelle nel deserto”, capitanato dalla docente Naadirah e movimentato con percussioni, spade e improvvisazioni.
Ma la kermesse carnevalesca non potrà dirsi davvero conclusa fino a domani, quando avranno luogo le cerimonie per i funerali del Carnevale. L’appuntamento è alle 15.30, in Calle Pancera con la compagnia dell’Ongia che allestirà il rituale coronato da un falò ai Giardini Europa. Alle 16.30, in largo Amulia, seguirà la veglia funebre organizzata dai Mandrioi con il ritrovo delle vedove inconsolabili e, infine, la cerimonia conclusiva del Carnevale a cura della Lampo, alle 19 a Santa Barbara, dove il fantoccio verrà sistemato nella bara e poi bruciato.
di Cristina Favento,
pubblicato s "Il Piccolo", febbraio 2009