28 febbraio 2007

BRIVIDO, SIAMO FATTI COSI' - LE COMPAGNIE EL 56° CARNEVALE MUGGESANO


Al capannone di Muggia che ospita le otto formazioni pronte a sfilare, ci sono moltissimi componenti della Brivido all’opera ma sono tutti sfuggenti e indaffaratissimi. Stiamo parlando di una delle maggiori compagnie muggesane, che, assieme alla “rivale” storica Ongia, è l’unica che ha partecipato al Carnevale muggesano in maniera pressoché continuativa dalla prima edizione, nel lontano 1954. Seconda in classifica con 20 vittorie, di cui 15 assolute e 5 ex aequo, la Brivido quest’anno si cimenta con un’esplorazione parodica del corpo umano che ha per motto il titolo di un vecchio cartone animato: “Siamo fatti così”.
A raccontare il progetto è un improvvisato portavoce della compagnia che si dichiara semplicemente ‘uno dei tanti’, “perché qui a Carnevale siamo tutti uguali – dice – conta poco il nome o che cosa si è e si fa fuori da qui; mentre siamo al lavoro non ci sono distinzioni culturali, politiche o sociali. È un momento di gruppo dove non prevalgono differenze o qualifiche del singolo. C’è chi si realizza nella pittura e chi si presta a preparare il caffè per tutti”.
Il carro di apertura sarà una testa “scoperchiata” che mostrerà il cervello, dicono, circondata da gruppi che faranno riferimento anche alla bocca e all’igiene orale, rappresentata sotto forma di spazzolini e caramelle. Seguiranno tutta una serie di carri “minori ma non piccoli”, precisano gli organizzatori, “anzi, piuttosto impegnativi come lavoro perché ci abbiamo messo molta cura, soprattutto Carlo, insostituibile per saldare e metter su carta”.
Polmoni e fegato si presteranno a facili prese in giro su alcool e fumo, mentre in tema di cuore si tirerà in ballo anche la De Filippi… Sul carro principale siede uno scheletro pronto a riservare qualche sorpresa. Naturalmente animato da lezioni di anatomia in chiave carnevalesca. Grande attenzione è stata dedicata proprio all’aspetto educativo del tema, svolto con tanto entusiasmo anche dai più piccoli componenti della compagnia.
La domenica in cantiere, infatti, ci sono anche un sacco di bambini. “Cerchiamo di portarli qui e farli vivere il Carnevale da vicino perché conoscano e familiarizzino con la tradizione” dicono i genitori “ma anche per trasmettere loro lo spirito di gruppo che ci tiene uniti”. Tutti assieme, senza distinzione d’età, sembrano divertisti parecchio nell’ideazione delle numerose scenette e dei costumi più difficili da rappresentare. “Puntiamo sulla fantasia e non sullo sfarzo degli abiti, visto anche il momento economico poco felice” dicono “cerchiamo la particolarità, l’idea che coinvolga e abbia una buona resa comica”.
Si preannunciano gustose e molto ironiche le varie macchiette in programma per la sfilata. E si ride già solo nel raccontare che “l’allegro chirurgo sarà impersonato da Arrigo, 130 chili di simpatia, nella vita macellaio”.
Tra le file della Brivido non mancano neppure ‘le voci dell’esperienza’, ossia i mascheranti storici che hanno fatto già 40 Carnevali, e i cabarettisti nati come ‘zio Claudio’, “esperto di teatro e di buonumore”. Perché non sempre è facile reggere due mesi di lavoro volontario a questi ritmi e in una grande compagnia è indispensabile anche motivare la gente, spiegano i componenti del gruppo. In tal senso, il traino della Brivido pare essere Dario Babà: “per anni di partecipazione e carisma, è il personaggio che più fa gruppo - dicono - trova sempre la chiave giusta per farti tirar fuori una marcia in più”.

di Cristina Favento,
articolo pubblicato su "Il Piccolo", fabbraio 2009
Foto di Alessandro Biondi ©