07 marzo 2013

LUX/GLORY, DANCE TIL THE END OF THE LIFE

Non credo sia un caso che il coreografo greco Andonis Foniadakis abbia vinto il premio Danza&Danza 2012. Non dopo aver visto al Teatro Comunale di Bolzano lo spettacolo di questa sera, in anteprima nazionale: "Lux/Glory", messo in scena dal convincente Ballet du Grand Théatre de Genève. Del cretese Foniadakis erano le dinamiche e suggestive coreografie della seconda parte del dittico, ovvero "Glory".


Durante l'esecuzione credo di non aver quasi respirato. Nonostante la stanchezza non ho staccato per un solo momento gli occhi dal palcoscenico. E' stato un turbinio di corpi e movimenti animati da vitali geometrie, che fluivano incessanti in scena, alternando momenti di rapidissima esecuzione a rallentamenti di soave grazia.
Scopo del coreografo, come lui stesso ha dichiarato, era "realizzare una partitura per corpi parallela a quella musicale e vocale di Händel senza cercare di primeggiare, accompagnandola invece in modo da suscitare lo stesso entusiasmo, la stessa complessità e la stessa potenza immaginativa che giunge all’orecchio, accarezzandolo”.

Anche la prima parte, costruita sul celeberrimo Requiem di Fauré, è stata per me una piacevole carezza. Un'esecuzione sospesa che cullava i pensieri dello spettatore senza essere troppo invadente, da molti percepita come poco incisiva. A riprova che le intenzioni dell'autore, il coreografo svizzero Ken Ossola, allievo di Jiri Kylian, sono state efficacemente tradotte: "Hanno detto che il mio Requiem non esprimeva il terrore della morte, altri invece l’hanno definito una ninnananna della morte. Ma è proprio così che io percepisco la morte: una fortunata liberazione, un’aspirazione alla felicità dell’aldilà piuttosto che un passaggio doloroso".
Anche costumi e accompagnamento luminoso sono stati all'altezza della bravura esecutiva degli oltre venti ballerini in scena e delle raffinate coreografie.

di Cristina Favento