23 luglio 2007

VEIT HEINICKEN, SCRITTURA E IMMAGINI DI FRONTIERA


Quest’anno uno degli ospiti d’eccezione al Trieste Film Festival è Veit Heinichen, autore in Germania di alcuni best sellers tradotti anche in italiano. La sezione Zone di cinema si arricchisce di una curiosa incursione nella fiction televisiva intitolata appunto Veit Heinichen, la scrittura e le immagini, che ha fornito agli appassionati una nuova opportunità per indagare il rapporto tra letteratura e cinema.Lo scrittore tedesco, nato nel ‘57 nell’estremo sud della RFT non lontano dalle fonti del Danubio, da parecchi anni ha scelto Trieste come luogo di residenza, nonché come cornice ideale per l’ambientazione dei suoi gialli. E proprio a due suoi romanzi, A ciascuno la sua morte e I morti del Carso, si sono ispirati due film televisivi girati interamente nel capoluogo giuliano dalla prima rete tedesca, l’ARD. Una produzione importante, con un cast di tutto rispetto, presentata in anteprima italiana nel corso della rassegna curata da Elisabetta D’Erme.


Protagonista è naturalmente il popolare commissario di polizia Proteo Laurenti, impersonato dall’attore Henry Hübchen. Proteo è un uomo comune, un po’ pigro ed irascibile, che però “si permette la libertà di pensare”, ama la lettura, l’arte e la buona cucina. Il commissario si dimostra curioso verso ciò che è diverso e straniero, non ha paura di smascherare le ipocrisie e di porre domande inopportune. Potremmo paragonarlo ad un Montalbano d’oltralpe, non fosse che, pur nato dalla penna di uno scrittore tedesco, Laurenti è un salernitano veracissimo che vive in una “metropoli” italiana dell’estremo nord-est. Heinichen, sfruttando con abilità il punto di vista dell’osservatore esterno, ha utilizzato il suo personale filtro culturale ed ha portato una Trieste contemporanea, trasfigurata e originale, nell’immaginario collettivo di milioni di spettatori tedeschi, svizzeri e austriaci. I suoi romanzi rifuggono una categorizzazione troppo schematica all’interno del noir o del poliziesco. Il delitto non sembra essere l’elemento centrale, bensì un pretesto d’esplorazione. Le quotidiane vicende dei personaggi incappano puntualmente nella Storia, nel sociale, nel politico, nel culturale, e offrono ai lettori interessanti spiragli di riflessione che esulano dalla mera ricostruzione del crimine.

di Cristina Favento

foto di Giulio Donini