18 settembre 2007

La poesia contemporanea. Dare tempo al tempo...

Perché uno speciale poesia? Perché uno "speciale" va nella direzione opposta del "generale", si staglia come un manipolo di soldati scelti contro a un intero esercito, e fa della propria particularità la propria forza. Contro la cultura da casinò di cui parla Bauman (La società sotto assedio, Laterza 2003), una cultura in cui i giochi sono tutti veloci, si susseguono gli uni agli altri a ritmo serrato e la posta in palio cambia a velocità fulminea, abbiamo deciso di darci tempo, ben 4 stagioni, 48 settimane, quasi 9.000 ore di tempo: il numero, come sottolineato nell'editoriale da Christian Sinicco, l’altro curatore assieme al sottoscritto, è stato partorito in un anno. Un tempo molto lungo, se rapportato ai tempi da casinò (a volte anche "casinistici") del web. Ma un tempo che ci ha permesso oggi di avere un quadro meno fumoso, e soprattutto una distanza di tempo che permetterrà a voi, cari lettori/spettatori, di giudicare quali parole, quali discorsi, quali immagini siano destinate ad essere confinate in un tempo oramai trascorso, e quali invece a maturare, come una bottiglia di buon vino.

di Luigi Nacci,
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