07 settembre 2007

WORLD THEATRE FESTIVAL IN UNA ZAGABRIA TUTTA DA SCOPRIRE

Spesso trascurata per privilegiare le splendide coste est adriatiche oppure le più note capitali dell’est, Zagabria è, invece, una città tutta da scoprire. La capitale croata non conquista con architetture appariscenti ma seduce di soppiatto il visitatore con un fascino discreto, lo diverte con la sua inaspettata mondanità, lo incuriosisce svelando un insolito spirito “balcanicamente mitteleuropeo”.
Uno dei periodi ideali per visitarla è proprio quello a cavallo tra estate e autunno, quando la città cambia i suoi ritmi e sembra indossare i suoi colori più congeniali. Strade e piazze del centro storico, diviso tra l’antica Città Alta e l’otto-novecentesca Città Bassa, sono pervase da un’atmosfera caratteristica che suscita assieme allegria e un’irresistibile malinconia. L’opzione migliore è esplorarle a piedi, magari prendendo la funicolare nei pressi della piazza principale, Trg Josip Jelačića.
Nonostante la sua aria un po’ retrò, Zagabria rivela un’indole metropolitana che si coglie nelle numerose gallerie d’arte e boutique; nell’affollata Bogovićeva, la via degli aperitivi; nell’imponenza di alcuni edifici istituzionali come il Tribunale o il Teatro Nazionale; nei sofisticati defilè modaioli improvvisati nei locali vip; nelle domeniche di relax trascorse dagli zagabresi al lago Jarun o nel parco Maksimir.
Quello tra settembre e ottobre è anche il periodo dei grandi festival internazionali: nei prossimi giorni l’appuntamento è con il World Theatre Festival, giunto alla quinta edizione, mentre il Festival Cinematografico Internazionale sarà inaugurato il mese prossimo. Gli eventi e le performance di entrambe le manifestazioni saranno in lingua inglese con sottotitoli in croato.

Il World Theatre, in scena dal 11 al 25 settembre, offre un programma estremamente attuale e interessante (http://www.zagrebtheatrefestival.hr/). “Le produzioni presentate al festival”, sostengono le due direttrici artistiche Dubravka Vrgoč e Ivica Buljan, “sono caratterizzate da grande passione artistica, innovazione e spirito d’esplorazione”.
Saranno sei le compagnie teatrali ospiti quest’anno, provenienti da Francia, Germania, Russia, Slovenia, Ungheria e Turkmenistan, e si esibiranno allo Zagreb Youth Theatre (ZKM), al Teatro Nazionale e al Teatro Komedija.
L’apertura è affidata al Schaubühne Theatre di Berlino che presenta “Morte di un commesso viaggiatore”, scritto nel 1949 da Arthur Miller e diretto per questo allestimento da Luk Perceval. Un gradito ritorno per la compagnia che, nella prima edizione del festival, con la “Nora” di Thomas Ostermeier, aveva in qualche modo definito i principi etici ed estetici della manifestazione.
Seguiranno “This child” e “Blackland”, rispettivamente del francese Joël Pommerat e dell’ungherese Árpád Schilling: due lavori estremamente diversi, seppur accomunati da una spiccata originalità stilistica, una forte componente di critica sociale e un sicuro impatto sul pubblico.
Il primo è basato su una serie di scioccanti conversazioni tra genitori e figli ispirate a testimonianze reali raccolte dal regista, senza giudizio e senza pregiudizio. Il secondo, una creazione di gruppo costruita musicalmente su un collage-reportage di SMS raccolti nel corso di un intero anno (2004), tratteggia satiricamente un’Ungheria grottesca ma, travalicando caratterizzazioni nazionali, come ogni grande opera, porta in scena questioni universali.
“La caduta degli dei” (The Damned) di Diego de Brea, tratto dal testo scritto da Luchino Visconti per l’omonimo film, rappresenterà le ultime tendenze di ricerca intraprese dal Teatro Sloveno di Lubiana.
Anna Mele, dal Turkmenistan, unico interprete in scena diretto da Ovliakuli Kođakulijev, ci regalerà la sua personalissima versione di Re Lear facendoci tornare indietro nel tempo, alle radici del teatro, ad una gioia rituale e bambinesca, ad un incontro kantoriano con il mistero della morte.
A chiudere sarà la prestigiosa presenza di Pjotr Fomenko, regista russo di fama mondiale, che porterà a Zagabria il pluripremiato “Tre sorelle” di Čechov, un’icona teatrale interpretata da un cast eccellente.

di Cristina Favento

articolo pubblicato su "Il Piccolo" di venerdì 7 settembre 2007