06 agosto 2008

INTERVISTA AD ALEX BELLINI, INTENTO A REMARE IN SOLITARIA NEL MEZZO DEL PACIFICO DA 163 GIORNI

Un pubblico numeroso e divertito ha partecipato sabato sera all’apertura di Lagunamovies 2008, “Sulla rotta di Olympia”, in una Grado affollatissima dal consueto popolo di vacanzieri. Nello scenario suggestivo della Diga Nazario Sauro, dietro al comune, è stato allestito un cinema all’aperto che ha raccolto appassionati e occasionali passanti, attirati dalle peripezie di Ernest, “Il Mangiachilometri” immortalato nel 1925 da Karl Imerlsky. Accompagnata con verve dai musicisti dell’Orchestra Filmharmonie di Klagenfurt diretti da Erich Pichorner, che hanno eseguito una colonna sonora originale scritta apposta per l’occasione da Florian Reithner, la pellicola ha offerto agli spettatori un interessante ritratto dell’Europa dell’epoca, snodandosi da Firenze a Belgrado, da Trieste sino a Praga, dalle alture del Grossvenediger fino alle rive danubiane. Ieri sera, invece, il festival si è spostato all’isola di Anfora, per seguire l’incontro e le proiezioni dedicate alla celebrazione dei trent’anni di riforma Basaglia. La prossima occasione per provare la piacevole esperienza di navigazione in laguna sarà domenica 10 agosto in occasione dell’anteprima nazionale del film documentario di Chiara Barbo “Le ragazze di Trieste”. Oltre agli appuntamenti di mercoledì 6 agosto con l’“Olympia” di Leni Riefenstahl e di venerdì con Gloria De Antoni e Francesco Moser, sempre alle ore 21 alla Diga, molto attesa è la diretta di stasera con Alex Bellini, che da 163 giorni sta remando in solitaria per attraversare il Pacifico.



Come sta andando l’impresa?
Abbastanza bene, a parte nell’ultima settimana: ho trovato brutto tempo, pioggia e mare molto mosso. D’altra parte qui siamo nella stagione invernale.
Difficoltà?
Oltre agli ultimi problemi pratici col dissalatore e con l’energia elettrica, la difficoltà più grande è la consapevolezza di essere sempre in pericolo, in balia degli elementi. In questo stesso istante potrei affondare se arrivasse un’onda.
Come passa la sua giornata tipo?
Mi alzo alle 5 e mezza e, dopo una colazione molto rapida e abbondante, inizio a remare, remare e remare. Tra le 13 e le 14 mi preparo il pranzo e poi continuo finché c’è luce o finché il mare me lo permette, a volte fin quasi ad addormentarmi coi remi in mano. E poi mi ritiro in questo sgabuzzino delle scope dove dormo! È una quotidianità molto monotona. Ciò nonostante la vita a bordo riserva sempre situazioni nuove, che danno pepe alle giornate.
Che cosa le manca di più della sua vita quotidiana?
Le piccole comodità alle quali di solito nemmeno si fa tanto caso: un bagno ogni tanto, lavarsi i capelli con lo shampoo, una doccia, un letto con lenzuola che sanno di bucato, una dieta più varia, perché i liofilizzati mi escono dalle orecchie!
Che effetto le fa pensare al collegamento in diretta di questa sera con Lagunamovies?
Mi fa molto piacere, queste rare occasioni sono l’unico modo che ho per condividere la mia avventura. Mi trovo in una situazione di completo isolamento e risulta penalizzante tenersi tutto per sé senza neppure un compagno col quale condividere tutto ciò che vivo e vedo. La possibilità di arrivare alle orecchie delle persone, di stimolare la loro fantasia, mi dà molta forza e la possibilità di un confronto. Non conosco il 90% dei miei cosiddetti fan, però con loro sto condividendo un periodo della mia vita che non dimenticherò mai, sento attorno la loro voglia di ascoltare le emozioni che racconto. Così diventa un’avventura che non è più soltanto la mia.
Perché la decisione di imbarcarsi di nuovo?
Ci sono migliaia di perché. Ogni giorno c’è una ragione nuova per aver deciso di attraversare questo cielo. Sentivo per il mare un grandissimo trasporto, nonostante sia nato in Valtellina e non lo conoscessi: quando sono partito per l’Atlantico non avevo mai fatto neppure una crociera in barca a vela!
È stato come un salto nel buio, ma il viaggio si giustifica da sé, non ci sono per forza delle ragioni. Per me il viaggiare non è verso una meta ma introspettivo, verso se stessi. C’è chi lo fa dallo psicanalista e chi lo fa spostandosi.



di Cristina Favento, intervista pubblicata su "Il Piccolo" di lunedì 4 agosto 2008

Trovate dei video dell'aventura di Bellini su http://video.corriere.it/ e delle foto sul suo sito e sul sito del Corriere