02 febbraio 2008

QUEL CANTUCCIO INNEVATO DI CARINZIA... PARADISO DELLE CIASPOLE

Ad un passo dal Tarvisiano e dalla Slovenia, si cela un’accogliente “cantuccio” austriaco che riserva piacevoli sorprese ai visitatori invernali. La Carinzia, in tedesco Kärnten, è conosciuta soprattutto per gli splendidi laghi (Wörthersee, Ossiacher See, Faaker See) e per le sue cime innevate. Stiracchiata in una lunga valle che confina col Tirolo orientale, è abbracciata a sud dalle Alpi e a nord dalla catena dei Tauri che la separa dal Salisburghese.
Per gli amanti degli sport invernali, mete ideali sono i comprensori di Gerlitzen, Verditz e Dreiländereck, che vantano un totale di 27 impianti di risalita per 78 chilometri di piste battute con diversi gradi di difficoltà. Tutte nelle vicinanze di Villaco (Villach) e adatte a diverse discipline sportive, le strutture sono in grado di soddisfare sia gli sciatori più audaci, sia chi si accinge a indossare per la prima volta snowboard o sci.
In particolare, il comprensorio del Gerlitzen, principale area sciistica in Carinzia, grazie alla presenza di piste larghe e ben curate, pendenze dolci, impianti con accesso facilitato e buone scuole di sci, è contraddistinto dal marchio “Welcome Beginners”, che certifica le strutture ideali per principianti o per chi si rimette in gioco dopo qualche anno d’inattività. Sul monte, che raggiunge un’altitudine di 1911 metri, non mancano discese più impegnative e divertenti. Fresche d’apertura sono la nuova pista “Kanonenrohr”, paragonabile alla famosa Klosterle II di media difficoltà, la più impegnativa “Gegendtal” e la “Wörthersee”, che offre un panorama davvero stupendo. A dicembre 2007, inoltre, è stata inaugurata la Carving Jet, prima seggiovia a otto posti della regione, che copre un dislivello di 1400 metri e scorre parallela alla sottostante pista da carving Neugarten, larga 200 metri. Anche gli impianti d’innevamento artificiale sono stati potenziati per garantire, in qualsiasi condizione, uno spessore costante del manto nevoso, almeno fino al 6 aprile, quando si chiuderà la stagione sciistica.
Nel punto d’incontro tra Austria, Italia e Slovenia, sorge il monte Dreiländereck, letteralmente “dei tre confini”, che vanta una lunga tradizione per lo sci di fondo. Avrà luogo qui, il 10 febbraio, la 28esima edizione dello “Ski Tour 3”, con un percorso di 30 chilometri, da affrontare in tecnica libera, che attraverserà tutti e tre i territori. A fine corsa, gli atleti saranno debitamente rifocillati con una selezione delle migliori prelibatezze locali.
Lo skipass del Dreiländereck, purchè valido per almeno due giorni, si può utilizzare anche sul vicino monte Verditz, adatto allo sci escursionismo e dotato di una discesa lunga 8 chilometri che arriva sino a fondovalle. La rimanente zona sciistica è, però, piuttosto piccola e adeguata soprattutto ai principianti, fatta eccezione per la pista nera “Grausbirn”, consigliabile esclusivamente ad ottimi sciatori. Il Verditz offre, inoltre, una spassosa pista da slittino e una panoramica pista da fondo lunga 5 chilometri. Per gli sci alpinisti alle prime armi suggeriamo il percorso che dalla stazione intermedia, raggiungibile in macchina, sale al lago Schwarzsee (1750 m). I più allenati, invece, possono affrontare direttamente i 1000 metri di dislivello in salita partendo da Afriz e scegliendo, al ritorno, tra i diversi itinerari sicuri di discesa. Preferibilmente accompagnati da un’esperta guida locale e muniti di sci oppure di racchette da neve ai piedi (le cosiddette “ciaspole”), si possono affrontare diversi percorsi naturalistici a caccia di volpi, cincie e lepri bianche.
Paradiso indiscusso delle “ciaspolate” resta, però, il Dobratsch, ai piedi del quale si trova l’impianto di trampolini “Villacher Alpen Arena”, utilizzato anche in Coppa del Mondo per il salto con gli sci. Il monte, trasformato recentemente in uno splendido parco naturale dopo che gli impianti di risalita sono stati chiusi per tutelare le falde acquifere della zona, è molto frequentato da sci alpinisti e fondisti. La fatica per arrivare in vetta (2167 metri), viene ripagata da una spettacolare vista a 360 gradi su tutta la Carinzia.
di Cristina Favento,
pubblicato su "Il Piccolo" di lunedì 1 febbrario 2008