07 maggio 2008

VORREI SAPERE PERCHè... MOSTRA DEDICATA A ETTORE SOTTSASS - Intervista ad Alessio Bozzer e Beatrice Mascellani

Nel 2007 Ettore Sottsass compiva 90 anni, 70 dei quali passati intensamente a lavorare. Riflettendo sulla sua figura risulta evidente la perenne natura di curioso osservatore; il suo lavoro è sempre stato quello di osservare e raccogliere, osservare e fotografare, osservare e disegnare, osservare e trascrivere, osservare e ricordare.
Impressiona come il pensiero e le azioni di questo artista siano sempre state lucide e geniali anticipazioni del futuro. Si può affermare che la cultura materiale nella quale oggi viviamo nasce direttamente dal lavoro e dalle sue intuizioni. Ettore Sottsass ha preso posizioni sempre all’avanguardia e sempre criticamente innovative. Sempre profondamente attento alla ricerca dell’essenza del suo lavoro, ha creato ed inventato mondi di leggere la realtà, per iniziare subito dopo, da zero, la sua ricerca di significato.



Senza che io sappia cosa sono, le forme di pietra hanno il senso del sacro, sacro per sempre. Vorrei sapere perché”. È una fra tante delle bellissime frasi di Ettore Sottsass, a proposito dei templi indiani, che può, in qualche modo, esemplificare l’approccio alla filosofia di pensiero che caratterizza questo grande maestro. Il messaggio non è sempre e solo positivo: “[…] immaginiamo le cose che si potrebbero fare anche se sappiamo molto bene, molto, molto bene che non si faranno mai così come si immaginano” ma resta permeato dalla consapevolezza che “[…] l’immagine finale è quella di una energia totale che si autocostruisce senza sosta”.

L’energia dei suoi singoli lavori risiede nel messaggio più che nelle forme; le idee sono abbastanza indifferenti al mezzo usato per esprimerle, pur essendo il mezzo espressivo sempre tecnicamente esatto. Il messaggio di Ettore Sottsass possiede un profondo ed innegabile, oltreché universalmente riconosciuto, valore culturale ed umano.

È questa la convinzione portante sulla quale si sviluppa la mostra dedicata a questo grande artista, intitolata appunto Vorrei sapere perché, organizzata a Trieste nel suggestivo spazio espositivo dell'ex Pescheria. Ideatori del progetto, che prosegue idealmente il percorso intrapreso con la mostra dedicata ad Enzo Mari del 2006 Questo non è uno scolapasta, sono Marco Minuz assieme ad Alessio Bozzer e Beatrice Mascellani, che abbiamo incontrato.